Museo Forlì · Forlì-Cesena (Emilia-Romagna)

Pinacoteca civica "Melozzo degli Ambrogi"

La Pinacoteca civica "Melozzo degli Ambrogi" di Forlì conserva secoli di storia artistica romagnola e italiana, dalle tavole quattrocentesche alle opere del Novecento, con importanti nuclei donati da collezionisti privati. L'ingresso è gratuito; la visita è possibile su prenotazione.

Pinacoteca civica "Melozzo degli Ambrogi"

Dati pratici

Indirizzo

Corso della Repubblica, 72, 47121 Forlì

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Orari

Orari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.

Contatti
+39 0543712606 servizio.pinacoteca.musei@comune.forli.fo.it
Biglietti
Ingresso gratuito

Il museo

La Pinacoteca civica "Melozzo degli Ambrogi" ha sede in Corso della Repubblica 72, a Forlì, nell'Ospedale Vecchio, edificio settecentesco progettato da Giuseppe Merenda, dove è collocata dal 1922. Le sue origini risalgono al 1838, quando il Comune raccolse in un'unica sede le opere sopravvissute alle soppressioni napoleoniche, i dipinti acquisiti per iniziativa del gonfaloniere Pietro Guarini e le opere provenienti dalla Residenza Municipale e dal Duomo. Le prime sale aprirono nel 1845, con la Galleria delle Stampe e il Gabinetto dei Disegni, seguite l'anno dopo dalle sale degli Arazzi e del Palmezzano. Nel corso del Novecento la collezione si arricchì grazie a donazioni di grande rilievo: la donazione Piancastelli (1938) portò una quadreria di scuola romagnola del Quattro e Cinquecento con opere di Innocenzo da Imola, Palmezzano, Luca Longhi, Bagnacavallo e Bertucci; la quadreria Pedriali (1961) aggiunse ventotto dipinti, tra cui tele di G.B. Tiepolo, A. Magnasco, G.B. Ruoppolo, Fattori e una natura morta di Rachel Ruysch; la raccolta Verzocchi (1962) portò circa settanta opere di artisti italiani contemporanei sul tema del lavoro, con nomi come de Chirico, Carrà, Casorati, Sironi, Depero, Moreni e de Pisis. Il lascito Righini (1964) aggiunse incisioni e oli di Morandi. La sezione moderna comprende opere di artisti romagnoli dell'Ottocento e del Novecento, tra cui Lega, Wildt, Vedova e Capogrossi.

Cosa vedere dentro

Quadreria di scuola romagnola del Quattro e Cinquecento (donazione Piancastelli): opere di Palmezzano, Innocenzo da Imola, Luca Longhi, Bagnacavallo e Bertucci

Raccolta Verzocchi: circa 70 opere di artisti italiani contemporanei sul tema del lavoro (de Chirico, Carrà, Casorati, Sironi, Depero, Moreni, de Pisis e altri)

Quadreria Pedriali: dipinti di G.B. Tiepolo, A. Magnasco, G.B. Ruoppolo, Fattori e natura morta di Rachel Ruysch

Lascito Righini: incisioni e oli di Giorgio Morandi

Sezione moderna con opere di Lega, Wildt, Vedova, Capogrossi e altri artisti romagnoli dell'Ottocento e Novecento

Info per la visita

La visita è possibile su prenotazione tutti i giorni della settimana (lunedì–domenica). L'ingresso è gratuito. Per prenotare contattare il museo al numero +39 0543712606 o via email a servizio.pinacoteca.musei@comune.forli.fo.it. Ulteriori informazioni sul sito ufficiale: https://www.cultura.comune.forli.fo.it

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Domande frequenti

L'ingresso alla Pinacoteca è a pagamento?

No, l'ingresso è gratuito.

È necessario prenotare la visita?

Sì, la visita è disponibile su prenotazione per tutti i giorni della settimana, dal lunedì alla domenica. Si consiglia di contattare il museo prima di recarsi in loco.

Come si prenota la visita?

È possibile prenotare telefonando al +39 0543712606 oppure scrivendo a servizio.pinacoteca.musei@comune.forli.fo.it. Per informazioni aggiornate consultare il sito ufficiale https://www.cultura.comune.forli.fo.it.

Dove si trova la pinacoteca?

La pinacoteca si trova in Corso della Repubblica 72, a Forlì (FC), nell'edificio dell'Ospedale Vecchio, costruito nel XVIII secolo su progetto di Giuseppe Merenda.

Quali sono i nuclei collezionistici più importanti?

Tra i nuclei più significativi figurano la donazione Piancastelli con dipinti di scuola romagnola del Quattro e Cinquecento, la raccolta Verzocchi con circa settanta opere di artisti italiani contemporanei sul tema del lavoro, la quadreria Pedriali con dipinti di Tiepolo, Magnasco e Fattori, e il lascito Righini con opere di Morandi.