Museo Forlì · Forlì-Cesena (Emilia-Romagna)

Museo romagnolo del teatro

Il Museo romagnolo del teatro di Forlì conserva oltre 650 oggetti legati alla storia musicale e teatrale della Romagna, con sezioni dedicate al tenore Angelo Masini, al soprano Maria Farneti, ai Canterini Romagnoli e al Teatro Comunale cittadino. L'ingresso è gratuito, ma la visita è possibile solo su prenotazione.

Museo romagnolo del teatro

Dati pratici

Indirizzo

Corso Garibaldi, 96, 47121 Forlì

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Orari

Orari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.

Contatti
+39 054321109 / +39 0543 712627-712633 servizio.pinacoteca.musei@cofo.it
Sito
Sito ufficiale non disponibile
Biglietti
Ingresso gratuito

Il museo

Il Museo romagnolo del teatro ha sede al pianterreno di Palazzo Gaddi, in Corso Garibaldi 96 a Forlì, e raccoglie un patrimonio di oltre 650 oggetti che documentano la vita musicale e teatrale della Romagna. Il nucleo originario nacque dalla donazione degli eredi del tenore forlivese Angelo Masini (1844–1926), che cedettero al Comune una cospicua raccolta di cimeli legati alla sua carriera sui palcoscenici italiani e internazionali, dall'Imperiale di San Pietroburgo ai teatri sudamericani. Il museo si è poi arricchito di altri lasciti e del materiale raccolto da Antenore Colonelli sull'attività teatrale romagnola. Le sale ospitano sezioni tematiche distinte: una è dedicata al soprano Maria Farneti (1877–1955), allieva di Mascagni e interprete dell'opera verista; un'altra documenta la storia del Teatro Comunale di Forlì, progettato da Cosimo Morelli e inaugurato nel 1776, poi ampliato da Gaetano Capizucchi e Mauro Berti, e infine distrutto nel 1944 per il crollo della torre civica minata dalle truppe tedesche in ritirata. Spazio è riservato anche ai Canterini Romagnoli, fondati da Cesare Martuzzi, all'attrice Ines Lidelba e all'attore Ermete Novelli. Notevole la raccolta di strumenti musicali, con archi della famiglia Paganini, tra cui un quartetto commissionato da Masini a Secondo Paganini. Il museo conserva inoltre una collezione di circa un centinaio di burattini e marionette, attualmente non esposta al pubblico ma consultabile dagli studiosi su richiesta.

Cosa vedere dentro

Sala Angelo Masini con cimeli e ricordi del celebre tenore forlivese

Strumenti musicali romagnoli, con archi della famiglia Paganini e un quartetto commissionato da Angelo Masini

Sala dedicata al soprano Maria Farneti (1877–1955), allieva di Mascagni

Sezione sul Teatro Comunale di Forlì: manifesti, locandine e fotografie dalla fondazione (1776) alla distruzione (1944)

Sala dei Canterini Romagnoli, fondati da Cesare Martuzzi

Memorie di Ines Lidelba (diva dell'operetta) ed Ermete Novelli (costumi, copioni, bauli da viaggio)

Collezione di burattini e marionette (circa 100 pezzi), accessibile agli studiosi su richiesta

Info per la visita

Il museo è visitabile tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, esclusivamente su prenotazione. L'ingresso è gratuito. Per prenotare contattare il numero +39 0543 21109 / +39 0543 712627-712633 oppure scrivere a servizio.pinacoteca.musei@cofo.it.

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Domande frequenti

Come si prenota la visita al Museo romagnolo del teatro?

La visita è possibile solo su prenotazione, tutti i giorni della settimana. È possibile prenotare telefonando al +39 0543 21109 o al +39 0543 712627-712633, oppure inviando un'email a servizio.pinacoteca.musei@cofo.it.

Quanto costa l'ingresso?

L'ingresso al museo è gratuito.

Dove si trova il museo?

Il museo ha sede in Corso Garibaldi 96, al pianterreno di Palazzo Gaddi, a Forlì (FC).

È possibile vedere la collezione di burattini?

La collezione di circa un centinaio di burattini e marionette non è attualmente esposta al pubblico. I materiali sono però a disposizione degli studiosi su richiesta, contattando il museo.

Qual è l'origine delle collezioni del museo?

Il nucleo fondante proviene dalla donazione degli eredi del tenore Angelo Masini al Comune di Forlì. La raccolta è stata poi ampliata con altri lasciti e con il materiale sull'attività teatrale romagnola raccolto da Antenore Colonelli.