Museo Ferrara · Ferrara (Emilia-Romagna)

Musei civici di arte antica - Palazzina Marfisa

La Palazzina Marfisa è una dimora cinquecentesca di Ferrara trasformata in museo dal 1938, celebre per le decorazioni a grottesche della bottega dei Filippi e per il giardino con la Loggia degli Aranci.

Musei civici di arte antica - Palazzina Marfisa

Dati pratici

Indirizzo

Corso Giovecca, 170, 44121 Ferrara

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Orari

Orari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.

Contatti
39 0532207450 arteantica@comune.fe.it
Biglietti
Intero 4,00 €

Il museo

La Palazzina Marfisa si trova in Corso Giovecca 170, nel cuore di Ferrara, ed è parte dei Musei Civici di Arte Antica del Comune. L'edificio fu costruito attorno al 1559 per volontà di Francesco d'Este e passò nel 1578 alla figlia naturale Marfisa, da cui prende il nome. Dal 1938 è allestito come rievocazione museale di una residenza aristocratica del Cinquecento. Il tratto più distintivo dell'interno è la decorazione a grottesche sulle volte, realizzata da Camillo Filippi e dalla sua bottega nella seconda metà del XVI secolo: scene mitologiche, imprese di Francesco d'Este, festoni vegetali e ritratti si alternano in un programma decorativo che rappresenta una delle testimonianze più significative di questo gusto a Ferrara. Nell'atrio si conservano gli affreschi con i ritratti di Marfisa bambina e della sorella Bradamante. Tra il 1910 e il 1938 le decorazioni furono in gran parte ridipinte da Giuseppe Mazzolani, Enrico Giberti e Augusto Pagliarini, con l'eccezione di quelle dell'atrio. Gli arredi originari andarono perduti; le stanze sono oggi arredate con mobili del XVI e XVII secolo, molti provenienti dalla collezione veneziana Donà delle Rose. Tra le sculture spiccano il Busto di Ercole I d'Este in marmo, opera di Sperandio di Bartolomeo Savelli, e un altorilievo attribuito alla bottega di Antonio Lombardi. Il giardino ospita la Loggia degli Aranci, pergolato dipinto con aperture illusionistiche, amorini musicanti, paesaggi e scene di caccia e pesca.

Cosa vedere dentro

Decorazioni a grottesche sulle volte, opera della bottega dei Filippi

Affreschi dell'atrio con i ritratti di Marfisa e Bradamante bambine

Busto di Ercole I d'Este in marmo di Sperandio di Bartolomeo Savelli

Altorilievo in marmo attribuito alla bottega di Antonio Lombardi con Madonna in trono col Bambino, S. Giorgio e il committente

Arredi del XVI-XVII secolo provenienti in parte dalla collezione Donà delle Rose

Piastrelle di ceramica del pavimento originario esposte nell'ultima sala

Loggia degli Aranci con decorazioni illusionistiche, amorini musicanti e scene di caccia e pesca

Info per la visita

Aperto da martedì a domenica con orario 9:30–13:00 e 15:00–18:00. Biglietto intero 4,00 €, ridotto 2,00 €. Indirizzo: Corso Giovecca 170, 44121 Ferrara. Telefono: 0532 207450. Email: arteantica@comune.fe.it. Sito: www.artecultura.fe.it

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Domande frequenti

Quando è aperta la Palazzina Marfisa?

Il museo è aperto da martedì a domenica, con orario 9:30–13:00 e 15:00–18:00. Il lunedì è chiuso. Si consiglia di verificare eventuali variazioni sul sito ufficiale prima della visita.

Quanto costa il biglietto?

Il biglietto intero è 4,00 €, il ridotto 2,00 €. Per informazioni su categorie aventi diritto alla riduzione, contattare il museo o consultare il sito ufficiale.

Cosa rende speciale la decorazione della Palazzina Marfisa?

Le volte dell'edificio conservano un ciclo di decorazioni a grottesche realizzato dalla bottega di Camillo Filippi nella seconda metà del Cinquecento, considerato uno degli esempi più rappresentativi di questo stile nelle dimore aristocratiche ferraresi.

Come si raggiunge la Palazzina Marfisa?

Il museo si trova in Corso Giovecca 170, a Ferrara. Per indicazioni dettagliate su come raggiungerlo con i mezzi pubblici o in auto, si consiglia di consultare il sito ufficiale o contattare il museo al numero 0532 207450.

È possibile visitare il giardino?

Sì, il museo include un ampio giardino che ospita la Loggia degli Aranci, un pergolato dipinto con decorazioni illusionistiche, amorini musicanti e scene di caccia e pesca.