Il foro romano e la domus dei triclini ad Oderzo
Area archeologica nel centro di Oderzo che conserva i resti del foro romano e di una domus augustea con pavimentazioni eccezionali, visitabile gratuitamente dall'esterno in ogni giorno della settimana o in profondità con visita guidata.
Dati pratici
piazzza del Foro Romano, 1, 31046 Oderzo
↗ Apri su Google MapsOrari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.
Il museo
Il foro romano e la domus dei triclini si trovano nel cuore di Oderzo, in provincia di Treviso, e rappresentano uno dei contesti archeologici urbani più significativi del Veneto romano. I resti furono portati alla luce durante campagne di scavo condotte tra il 1983 e il 1992, in occasione della costruzione di un complesso residenziale nell'area un tempo occupata da una filanda, tra via Roma e via Mazzini. Le indagini rivelarono due settori distinti, separati da quello che è stato identificato come il cardo maximus, largo sei metri e orientato in senso nord-sud: a est il complesso forense pubblico, a ovest la zona residenziale privata. Il foro aveva una piazza lastricata in trachite euganea di quasi 99 metri di lunghezza e 40 di larghezza, fiancheggiata da portici con gradinata d'accesso. Sul lato occidentale si affacciava la basilica civile, di cui restano quindici plinti di fondazione; a sud erano presenti botteghe e, sul lato breve meridionale, il Capitolium. Il complesso, costruito sopra un foro di età tardo-repubblicana, risale all'età augustea e risulta frequentato fino al VI-VII secolo d.C. La domus, anch'essa databile all'età augustea, si distingue per le pavimentazioni in cementizio a fondo bianco di tre triclini, con motivi decorativi bipartiti arricchiti da tessere multicolori e frammenti di marmi variopinti. Oggi le strutture più conservate sono visibili sia dal livello stradale sia attraverso un percorso sotterraneo accessibile solo con visita guidata.
Cosa vedere dentro
Tratti del lastricato in trachite euganea della piazza forense
Plinti di fondazione della basilica civile
Settore della domus con i triclini e le pavimentazioni in cementizio
Percorso sotterraneo di collegamento tra le aree
Pannelli informativi lungo il percorso a piedi
Info per la visita
L'area è visibile dall'esterno tutti i giorni della settimana, senza necessità di prenotazione. L'accesso al percorso sotterraneo e alle aree interne è possibile solo con visita guidata gratuita, organizzata dall'Associazione di volontariato ATHENA in giorni fissi o su prenotazione. Per informazioni sulle date delle visite guidate contattare il numero 339 4733106 o scrivere a sabap-ve-met.urp@cultura.gov.it. L'ingresso è gratuito.
Altri musei a Oderzo
Museo archeologico Eno Bellis
Il Museo Archeologico Eno Bellis di Oderzo conserva reperti che documentano la storia del territorio opitergino dall'età preromana fino alla tarda antichità, con una collezione formata da donazioni private e materiali emersi dagli scavi urbani degli ultimi decenni.
Museo di storia naturale Brandolini
Museo di storia naturale e ornitologia ospitato nel Collegio Brandolini Rota di Oderzo, con migliaia di fossili, circa un migliaio di uccelli e collezioni di rettili, mammiferi, minerali e specie in via di estinzione.
Oderzo, area archeologica presso le ex Carceri
Area archeologica gratuita nel centro di Oderzo dove sono visibili i resti delle mura urbiche della città romana e bizantina di Opitergium, ospitata all'interno del ristorante Gellius.
Domande frequenti
Quanto costa visitare il foro romano di Oderzo?
La visita è completamente gratuita, sia per la fruizione esterna sia per le visite guidate organizzate dall'Associazione ATHENA.
È possibile visitare l'interno dell'area archeologica in autonomia?
Il percorso sotterraneo e le aree interne sono accessibili solo con visita guidata. La parte esterna, invece, è visibile liberamente dal fronte strada tutti i giorni grazie anche alla presenza di pannelli informativi.
Come si prenota una visita guidata?
Le visite guidate sono organizzate dall'Associazione di volontariato ATHENA. Per prenotare o conoscere i giorni disponibili si può chiamare il numero 339 4733106 oppure scrivere a sabap-ve-met.urp@cultura.gov.it.
Cosa si vede nella domus dei triclini?
Nella domus sono conservate le pavimentazioni in cementizio a fondo bianco di tre triclini, caratterizzate da uno schema decorativo bipartito con tessere multicolori e frammenti di marmi variopinti, considerate un esempio eccezionale di pavimentazione romana.
Quando fu costruito il foro romano di Oderzo?
Il complesso forense risale all'età augustea (fine del I secolo a.C. – inizio del I secolo d.C.) e fu edificato sopra i resti di un foro di epoca tardo-repubblicana. Le fonti attestano la sua frequentazione fino al VI-VII secolo d.C.