Archivio Belluno · Belluno (Veneto)

Archivio di Stato di Belluno

L'Archivio di Stato di Belluno ha sede in un palazzo storico del centro cittadino, già sede della confraternita dei Flagellanti di Santa Maria dei Battuti, fondato nel 1973 e aperto gratuitamente al pubblico per la consultazione dei fondi documentari della provincia.

Archivio di Stato di Belluno

Dati pratici

Indirizzo

via Santa Maria dei Battuti, 32100 Belluno

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Orari
Chiuso ora
Lunedì09:00–17:30
Martedì09:00–13:00
Mercoledì09:00–13:00
Giovedì09:00–17:30
Venerdì09:00–13:00
SabatoChiuso
DomenicaChiuso
Contatti
+39 0437 940061 as-bl@cultura.gov.it
Biglietti
Ingresso gratuito

Il museo

L'Archivio di Stato di Belluno si trova in via Santa Maria dei Battuti, nel cuore del centro storico della città, all'interno di un edificio che per secoli ospitò la Scuola dei Flagellanti di Santa Maria dei Battuti, confraternita laicale la cui fondazione a Belluno risale al 1310. L'istituto fu istituito il 1° dicembre 1973, in applicazione della normativa che prevede la presenza di un Archivio di Stato in ogni capoluogo di provincia, e occupò la sede attuale nel 1976. La sala di studio occupa l'antica sala capitolare della Scuola, di impianto trecentesco: conserva decorazioni ad affresco del tardo Quattrocento e una serie di formelle lignee dipinte inserite tra le travi del soffitto, testimonianze del gusto gotico tardivo nella città. Adiacente alla Scuola, la chiesa di Santa Maria dei Battuti — edificata intorno al 1330 — è oggi assegnata all'Archivio e ospita la biblioteca dell'istituto, oltre a essere utilizzata per conferenze, mostre e laboratori didattici. Il giardino interno conserva un lungo tratto delle antiche mura di cinta della città e offre un affaccio sulle Dolomiti bellunesi. I fondi conservati comprendono documentazione delle istituzioni preunitarie — tra cui le Raspe, sentenze criminali del Podestà di Belluno (1538–1740) in 55 volumi con piatti di legno dipinti o scolpiti, e gli archivi della certosa di Vedana con documentazione dall'XI secolo — e degli uffici statali postunitari. Dal 2010 è conservato in deposito temporaneo l'Archivio del processo penale del Vajont, interamente digitalizzato e consultabile online.

Cosa vedere dentro

Sala di studio nell'antica sala capitolare trecentesca con affreschi del tardo Quattrocento

Formelle lignee dipinte nel soffitto, testimonianze del gotico bellunese

Chiesa di Santa Maria dei Battuti (sede della biblioteca e degli eventi culturali)

Giardino interno con tratto delle antiche mura cittadine e vista sulle Dolomiti

Fondi archivistici storici, tra cui le Raspe (1538–1740) e l'Archivio del processo del Vajont

Info per la visita

Ingresso gratuito. Orari di apertura: lunedì e giovedì 09:00–17:30; martedì, mercoledì e venerdì 09:00–13:00. Indirizzo: via Santa Maria dei Battuti, 32100 Belluno. Tel. +39 0437 940061 — as-bl@cultura.gov.it — www.archiviodistatobelluno.beniculturali.it

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Domande frequenti

L'accesso all'Archivio di Stato di Belluno è a pagamento?

No, l'ingresso è gratuito.

Quali sono gli orari di apertura?

L'archivio è aperto lunedì e giovedì dalle 09:00 alle 17:30, e martedì, mercoledì e venerdì dalle 09:00 alle 13:00. Si consiglia di verificare eventuali variazioni sul sito ufficiale prima della visita.

È possibile consultare l'Archivio del processo del Vajont?

Sì. L'archivio del processo penale del Vajont, conservato in deposito temporaneo presso l'istituto dal 2010, è stato interamente digitalizzato ed è consultabile online tramite la piattaforma della DGA Archivio digitale.

Come si contatta l'Archivio per informazioni sulla consultazione dei fondi?

È possibile contattare l'istituto per telefono al +39 0437 940061, via email all'indirizzo as-bl@cultura.gov.it oppure consultare il sito ufficiale all'indirizzo archiviodistatobelluno.beniculturali.it.

La chiesa di Santa Maria dei Battuti è visitabile?

La chiesa, adiacente alla sede dell'archivio, è assegnata all'istituto e viene utilizzata per ospitare la biblioteca e per eventi culturali come conferenze, mostre e laboratori didattici. Per informazioni sulla sua accessibilità al pubblico si consiglia di contattare direttamente l'archivio.