Monumento Piacenza · Piacenza (Emilia-Romagna)

Teatro municipale

Il Teatro Municipale di Piacenza, in via Giuseppe Verdi 41, è uno dei principali teatri storici dell'Emilia-Romagna. Inaugurato nel 1804 su progetto dell'architetto Lotario Tomba, conserva interni decorativi ottocenteschi di grande pregio e una lunga storia che affonda le radici nei teatri ducali farnesiani della città.

Teatro municipale

Dati pratici

Indirizzo

Via Giuseppe Verdi, 41, 29121 Piacenza

↗ Apri su Google Maps
Orari

Orari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.

Contatti
Telefono non disponibile Email non disponibile
Sito
Sito ufficiale non disponibile
Biglietti
Ingresso gratuito

Il museo

Il Teatro Municipale di Piacenza si trova in via Giuseppe Verdi 41, nel cuore della città, nei pressi della basilica di Sant'Antonino. La sua storia è inseparabile da quella dei teatri ducali che lo precedettero: il Teatro delle Saline (costruito nel 1593 grazie al commerciante Pietro Martire Bonvino), il Teatro di Palazzo Gotico (allestito nel 1646 dall'architetto Cristoforo Rangoni detto Ficcarelli) e il Teatro di Cittadella (realizzato nella seconda metà del Seicento), distrutto da un incendio la vigilia di Natale del 1798. Il Municipale nacque su iniziativa di una società di cinque patrizi piacentini che nel 1803 ottennero il consenso a edificare un nuovo teatro sull'area del demolito palazzo Landi Pietra. Tomba progettò una sala a pianta ellittica con quattro ordini di palchi e loggione, inaugurata il 10 settembre 1804 con il dramma in musica Zamori di Giovanni Simone Mayer. Nel 1826 Alessandro Sanquirico avviò importanti lavori di decorazione interna; nel 1830 completò la facciata, ispirata alla Scala di Milano. Un secondo grande restauro, nel 1857 sotto la direzione di Paolo Gazzola e con la supervisione decorativa di Girolamo Magnani, ridisegnò la volta della sala, le decorazioni dell'atrio e le dorature del boccascena, conferendo agli ambienti l'aspetto che conservano ancora oggi. Dell'arredo storico sopravvive un organo acquistato nel 1836 dai fratelli Serassi di Bergamo.

Cosa vedere dentro

Sala a pianta ellittica con quattro ordini di palchi e loggione

Decorazioni della volta, del boccascena e dei palchi realizzate nel restauro del 1857 sotto la direzione di Girolamo Magnani

Facciata ispirata alla Scala di Milano, completata nel 1830 da Alessandro Sanquirico

Organo dei fratelli Serassi di Bergamo (1836)

Dipinto 'Ritratto di donna con i tre galli' (1950) di Luciano Spazzali, esposto nel caffè del teatro

Sala auditorium ricavata dall'antico laboratorio di scenografia nel restauro 1976-1979

Info per la visita

L'ingresso è indicato come gratuito. Orari, modalità di visita e informazioni aggiornate non sono disponibili nella fonte: si consiglia di verificare direttamente presso il teatro.

Altri musei a Piacenza

Domande frequenti

Quando fu inaugurato il Teatro Municipale di Piacenza?

Il teatro fu inaugurato il 10 settembre 1804 con il dramma serio per musica Zamori di Giovanni Simone Mayer e il ballo eroico Emma di Giuseppe Ranzi.

Chi progettò il Teatro Municipale?

Il progetto fu dell'architetto piacentino Lotario Tomba. La facciata fu completata nel 1830 da Alessandro Sanquirico, ispirandosi alla Scala di Milano.

Quali sono gli orari di apertura e il costo del biglietto?

Il dato disponibile indica l'ingresso gratuito, ma orari e modalità di visita non sono indicati nella fonte. Si consiglia di contattare direttamente il teatro o consultare il sito ufficiale del Comune di Piacenza per informazioni aggiornate.

Cosa rimane dell'arredo storico originale?

Dell'antico arredo musicale sopravvive un organo acquistato nel 1836 dai fratelli Serassi di Bergamo. Nel caffè del teatro è esposto permanentemente il dipinto 'Ritratto di donna con i tre galli' (1950) di Luciano Spazzali.

Quali teatri precedettero il Municipale nella storia teatrale di Piacenza?

Prima del Municipale esistevano tre teatri ducali: il Teatro delle Saline (1593), il Teatro di Palazzo Gotico (1646) e il Teatro di Cittadella (seconda metà del Seicento), quest'ultimo distrutto da un incendio nel 1798.