Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento - Scipionyx samniticus
Il fossile di dinosauro soprannominato "Ciro" — unico esemplare di Scipionyx samniticus mai rinvenuto — è custodito presso l'ex Convento di San Felice di Benevento, sede del Centro operativo territoriale della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento.
Dati pratici
Piazza Carlo di Borbone - (Reggia), 81100 Caserta
↗ Apri su Google MapsOrari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.
Il museo
Nell'ex Convento di San Felice di Benevento, oggi sede del Centro operativo territoriale della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento, è conservato un reperto paleontologico di straordinaria importanza: il primo e finora unico esemplare di Scipionyx samniticus, affettuosamente ribattezzato dalla stampa "Ciro". Si tratta di un cucciolo di dinosauro teropode vissuto circa 113 milioni di anni fa, portato alla luce nel 1980 da Giovanni Todesco, appassionato cercatore di fossili originario della provincia di Verona, nella settimana che precedette il terremoto dell'Irpinia. Il ritrovamento avvenne a Pietraroja, piccolo centro sulle pendici dell'Appennino meridionale, nella porzione orientale della catena del Matese. Il nome scientifico rende omaggio al territorio sannita e al naturalista Scipione Breislak (1750–1826), che per primo condusse ricerche nel sito paleontologico di Pietraroja. La conservazione eccezionale del fossile si deve a un rapido processo di mineralizzazione avvenuto sui fondali anossici di una laguna del mare di Tetide, prima della formazione degli Appennini. Questo ha permesso di preservare non solo lo scheletro — mancante solo della parte distale della coda e degli arti posteriori — ma anche organi interni come stomaco, intestino, fegato, trachea, occhi e parti delle fasce muscolari. Le analisi hanno persino identificato l'ultimo pasto di Ciro: due pesci tra cui una sardina, un piccolo rettile e una zampa di lucertola. Nel 1998 il reperto è stato oggetto di uno studio fondamentale pubblicato sulla rivista scientifica Nature.
Cosa vedere dentro
Fossile originale di Scipionyx samniticus ("Ciro"), unico esemplare noto di questa specie
Struttura ossea e parti molli conservate (stomaco, intestino, fegato, trachea, occhi, fasce muscolari)
Sale espositive dell'ex Convento di San Felice di Benevento
Info per la visita
Il fossile è esposto presso la sede di Benevento della Soprintendenza, in Viale Atlantici 14/16, Benevento. Per orari di apertura e modalità di accesso contattare direttamente la Soprintendenza al numero +39 0824 310945 o via email a sabap-ce.benevento@cultura.gov.it, oppure consultare il sito ufficiale.
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Domande frequenti
Dove si trova fisicamente il fossile di "Ciro"?
Il fossile è custodito presso le sale espositive dell'ex Convento di San Felice di Benevento, sede del Centro operativo territoriale della Soprintendenza, in Viale Atlantici 14/16, Benevento.
Perché questo fossile è così importante?
È il primo e finora unico esemplare di Scipionyx samniticus mai scoperto. La sua conservazione eccezionale ha permesso di preservare non solo le ossa ma anche organi interni e persino il contenuto dello stomaco, rendendolo un reperto unico al mondo. Nel 1998 è stato oggetto di uno studio pubblicato su Nature.
Chi ha scoperto il fossile e quando?
Il fossile fu rinvenuto nel 1980 da Giovanni Todesco, appassionato cercatore di fossili originario della provincia di Verona, a Pietraroja, nella settimana precedente il terremoto dell'Irpinia.
Quali sono gli orari di visita e il costo del biglietto?
Orari e tariffe non sono disponibili in questa scheda. Si consiglia di verificare le informazioni aggiornate sul sito ufficiale http://sabapce-bn.cultura.gov.it/ o contattando la Soprintendenza al +39 0824 310945.
Cosa si può osservare nel fossile oltre alle ossa?
Grazie all'eccezionale stato di conservazione, sono visibili anche parti molli come stomaco, intestino, fegato, trachea, occhi e porzioni delle fasce muscolari. Le analisi hanno inoltre identificato i resti dell'ultimo pasto: due pesci (tra cui una sardina), un piccolo rettile e una zampa di lucertola.