Monumento Racconigi · Cuneo (Piemonte)

Residenze reali sabaude - Complesso monumentale del Castello e Parco di Racconigi

Il Castello e Parco di Racconigi è una delle residenze sabaude riconosciute dall'UNESCO, immersa in un parco romantico di circa 170 ettari nel cuneese.

Residenze reali sabaude - Complesso monumentale del Castello e Parco di Racconigi

Dati pratici

Indirizzo

via Morosini, 12035 Racconigi

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Orari
Chiuso ora
LunedìChiuso
MartedìChiuso
Mercoledì09:00–19:00
Giovedì09:00–19:00
Venerdì09:00–19:00
Sabato09:00–19:00
Domenica09:00–19:00
Biglietti
Intero 8,00 €

Il museo

Il Complesso monumentale del Castello e Parco di Racconigi si trova a Racconigi, in provincia di Cuneo, ed è una delle residenze più significative della Casa Savoia. Dal 1997 è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO, come parte del sistema delle residenze sabaude piemontesi. L'edificio ha origini medievali come struttura difensiva, ma intorno alla metà del Seicento fu trasformato in dimora di villeggiatura e caccia, dopo essere passato al ramo dei Savoia-Carignano. L'architetto Guarino Guarini intervenne sulla facciata settentrionale e ricavò il salone centrale dall'antico cortile. Nella seconda metà del Settecento Giovanni Battista Borra ridisegnò la facciata meridionale in stile neoclassico, con scalinata monumentale e pronao a colonne ioniche. L'aspetto attuale si deve principalmente a Carlo Alberto di Savoia-Carignano, che dal 1832 ne fece la residenza estiva della famiglia reale. L'architetto Ernesto Melano aggiunse due nuove ali, mentre Pelagio Palagi curò la decorazione degli interni. Il castello fu frequentato dai Savoia fino al 1946. Il parco, di circa 170 ettari, ha una storia stratificata: dalla sistemazione geometrica seicentesca di André Le Nôtre alle trasformazioni pittoresche di Giacomo Pregliasco, fino al completamento romantico affidato nel 1820 al paesaggista Xavier Kurten. All'interno si trovano la cascina della Margaria in stile neogotico, le Serre reali ottocentesche e il giardino dei Principini. Castello e parco sono di proprietà statale dal 1980.

Cosa vedere dentro

Facciata settentrionale progettata da Guarino Guarini

Facciata meridionale neoclassica con scalinata e pronao ionico di Giovanni Battista Borra

Salone centrale ricavato dall'antico cortile interno

Interni decorati da Pelagio Palagi

Parco romantico di circa 170 ettari

Cascina della Margaria in stile neogotico con cappella del Beato Alberto e Reposoir

Serre reali ottocentesche per la coltivazione sperimentale

Giardino dei Principini

Info per la visita

Il castello è aperto da mercoledì a domenica dalle 09:00 alle 19:00. Il parco è aperto dalle 9:30 alle 18:30 (ultimo ingresso alle 17:30): mercoledì, giovedì e venerdì è percorribile il primo anello; sabato e domenica si può raggiungere anche la Margaria. Biglietto intero: 8,00 €; ridotto: 2,00 €. Per informazioni: tel. +39 0172 84005, email drm-pie.racconigi@cultura.gov.it.

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Domande frequenti

Il Castello di Racconigi è un sito UNESCO?

Sì, dal 1997 è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO come parte del sistema delle residenze sabaude piemontesi.

Quando è aperto il complesso?

Il castello è aperto da mercoledì a domenica dalle 09:00 alle 19:00. Il parco osserva orari leggermente diversi (9:30–18:30, ultimo ingresso 17:30). Si consiglia di verificare eventuali variazioni sul sito ufficiale o contattando la biglietteria.

Quanto costa il biglietto?

Il biglietto intero è 8,00 €, il ridotto 2,00 €. Per dettagli sulle categorie aventi diritto alla riduzione, consultare il sito ufficiale.

Si può visitare solo il parco o è necessario visitare anche il castello?

Le fonti disponibili indicano orari e modalità di accesso distinti per il castello e per il parco. Per chiarire le opzioni di visita e i relativi biglietti, si consiglia di contattare direttamente la struttura al numero +39 0172 84005 o via email a drm-pie.racconigi@cultura.gov.it.

Chi ha progettato il parco romantico?

Il completamento del parco in stile romantico, nella sua forma attuale, si deve al paesaggista tedesco Xavier Kurten, che vi lavorò a partire dal 1820 su incarico di Carlo Alberto di Savoia-Carignano.