Museo Muggia · Trieste (Friuli-Venezia Giulia)

Museo Ugo Carà

Il Museo Ugo Carà di Muggia (Trieste) conserva la produzione scultorea, grafica e di design del maestro muggesano Ugo Carà (1908–2004), con oltre trenta sculture e una trentina di grafiche esposte in modo permanente, affiancate da uno spazio multimediale e da una sala per mostre temporanee.

Museo Ugo Carà

Dati pratici

Indirizzo

Via Roma, 34015 Muggia

↗ Apri su Google Maps
Orari

Orari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.

Contatti
0409278632 urp@comunedimuggia.ps.it
Sito
Sito ufficiale non disponibile
Biglietti
Ingresso gratuito

Il museo

Il Museo Ugo Carà si trova in Via Roma a Muggia, nel cuore del Friuli-Venezia Giulia, e nasce per raccogliere e valorizzare l'opera di uno degli artisti più rappresentativi di questa città affacciata sull'Adriatico. L'edificio, razionale e funzionale, si inserisce con discrezione davanti alle antiche mura cinquecentesche emerse durante i lavori di costruzione, creando un dialogo tra contemporaneo e storico. All'esterno il visitatore incontra già alcune opere: una figura lignea del 1978 accoglie all'ingresso, una "Fanciulla che si pettina" del 1959 è visibile dalla strada attraverso una finestra, mentre sul bordo di una vasca lungo la facciata laterale è adagiata la "Nuotatrice", bronzo del 1979. Sulla terrazza campeggia una composizione astratta, segno del distacco di Carà dalla figurazione. All'interno, la sala permanente ospita più di trenta sculture — dai bronzi giovanili, tra cui un ritratto dell'amico Adolfo Levier, fino a opere dedicate alla figura femminile, alla danza, al teatro, al mito e alla natura — affiancate da una trentina di grafiche dal tratto incisivo e dai vivaci contrappunti cromatici. Il percorso testimonia anche l'attività di Carà nella medaglistica e nel design, apprezzato già negli anni Trenta da Giò Ponti sulla rivista Domus, oltre al suo impegno nella comunicazione pubblicitaria, nell'architettura d'interni e nella decorazione navale. Il museo si completa con uno spazio multimediale e una sala dedicata alle mostre d'arte contemporanea.

Cosa vedere dentro

Figura lignea del 1978 all'ingresso

"Fanciulla che si pettina" (1959), visibile dalla strada

"Nuotatrice", bronzo del 1979 sulla vasca esterna

Composizione astratta sulla terrazza

Oltre trenta sculture in sala permanente, inclusi bronzi giovanili e ritratto di Adolfo Levier

Trentina di grafiche originali

Sezione dedicata a medaglistica e design

Spazio multimediale

Sala per mostre d'arte contemporanea

Antiche mura cinquecentesche visibili all'esterno dell'edificio

Info per la visita

L'ingresso è gratuito. Per orari aggiornati e informazioni sulla programmazione delle mostre temporanee, si consiglia di contattare il museo al numero 040 9278632 o via email all'indirizzo urp@comunedimuggia.ps.it.

Altri musei a Muggia

Domande frequenti

Quanto costa l'ingresso al Museo Ugo Carà?

L'ingresso è gratuito.

Come si contatta il museo per informazioni su orari e mostre?

È possibile telefonare al numero 040 9278632 oppure scrivere a urp@comunedimuggia.ps.it. Non è disponibile un sito ufficiale indicato nella scheda, quindi il contatto diretto è il canale più affidabile.

Cosa si trova all'esterno del museo?

All'esterno sono collocate alcune sculture di Carà: una figura lignea all'ingresso, la "Fanciulla che si pettina" visibile da una finestra, la "Nuotatrice" in bronzo su una vasca laterale e una composizione astratta sulla terrazza. Sono inoltre visibili le antiche mura cinquecentesche emerse durante i lavori di costruzione dell'edificio.

Il museo ospita solo opere permanenti o anche mostre temporanee?

Il museo dispone di tre spazi distinti: una sala permanente dedicata a Ugo Carà, uno spazio multimediale e una sala riservata alle mostre d'arte contemporanea temporanee.

Chi era Ugo Carà?

Ugo Carà (1908–2004) era un artista originario di Muggia, attivo in scultura, grafica, design, medaglistica e decorazione navale. Nel corso della sua carriera partecipò a importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, le Quadriennali romane e torinesi, la Triennale di Milano e le Esposizioni Universali di Parigi e Bruxelles. Il suo lavoro nel design fu pubblicato negli anni Trenta da Giò Ponti sulla rivista Domus.