Museo Ruvo di Puglia · Bari (Puglia)

Museo nazionale Jatta

Il Museo Nazionale Jatta di Ruvo di Puglia conserva una delle rarissime collezioni private ottocentesche rimaste intatte nella loro veste museografica originale, con oltre duemila reperti archeologici distribuiti in quattro sale al piano terra di Palazzo Jatta.

Museo nazionale Jatta

Dati pratici

Indirizzo

piazza G. Bovio, 25, 70037 Ruvo di Puglia

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Orari
Chiuso ora
LunedìChiuso
Martedì08:30–13:45
Mercoledì08:30–13:45
Giovedì08:30–19:45
Venerdì08:30–19:45
Sabato08:30–19:45
Domenica08:30–13:45
Contatti
+ 39 080/2440003 drm-pug.museoruvo@cultura.gov.it
Biglietti
Intero 6,00 €

Il museo

Il Museo Nazionale Jatta si trova in piazza G. Bovio, nel centro di Ruvo di Puglia, ed è uno dei pochi esempi in Italia di collezione privata dell'Ottocento giunta fino a noi senza alterazioni nella sua concezione espositiva originaria. Questo significa che visitarlo equivale a immergersi non solo nella storia antica della Puglia, ma anche nella cultura collezionistica del XIX secolo: ambienti, arredi e criteri di allestimento sono rimasti sostanzialmente quelli voluti dai fondatori. La collezione nacque per iniziativa dei fratelli Giovanni senior e Giulio Jatta. A consolidarla contribuirono anche Giulia Viesti, moglie di Giulio, e Giovanni junior, figlio di Giulio, che nel 1869 ne pubblicò il catalogo a Napoli. Nel 1990-1991 il complesso fu acquisito dallo Stato italiano con due atti di compravendita. Il percorso si articola in quattro sale. La prima ospita vasi in terracotta con decorazioni geometriche di età peuceta, databili al VII e VI secolo a.C. La seconda raccoglie circa 700 vasi a figure rosse su fondo nero, di produzione greca o locale, tra cui un grande cratere a mascheroni del IV secolo a.C. attribuito al pittore di Baltimora. La terza sala, con oltre quattrocento pezzi, è dominata dal busto marmoreo di Giovanni Jatta junior. La quarta sala custodisce i reperti più preziosi, tra cui il celebre vaso di Talos, che raffigura il gigante custode dell'isola di Creta, e il busto marmoreo di Giovanni Jatta senior in toga.

Cosa vedere dentro

Vasi in terracotta con decorazioni geometriche di età peuceta (VII-VI sec. a.C.)

Circa 700 vasi a figure rosse su fondo nero di produzione greca e locale

Cratere a mascheroni del IV sec. a.C. del pittore di Baltimora

Vaso di Talos (quarta sala)

Busti marmorei di Giovanni Jatta senior e Giovanni Jatta junior

Allestimento museografico ottocentesco originale di Palazzo Jatta

Info per la visita

Aperto da martedì a domenica. Orari: martedì, mercoledì e domenica 08:30–13:45; giovedì, venerdì e sabato 08:30–19:45. Biglietto intero 6 €, ridotto 2 €. Indirizzo: piazza G. Bovio 25, 70037 Ruvo di Puglia. Tel. +39 080/2440003. Email: drm-pug.museoruvo@cultura.gov.it. Sito ufficiale: museipuglia.cultura.gov.it/musei/jatta/

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Domande frequenti

Quando è aperto il Museo Nazionale Jatta?

Il museo è aperto da martedì a domenica. Martedì, mercoledì e domenica l'orario è 08:30–13:45; giovedì, venerdì e sabato l'orario è 08:30–19:45. Il lunedì è chiuso. Si consiglia di verificare eventuali variazioni sul sito ufficiale.

Quanto costa il biglietto?

Il biglietto intero costa 6 €, il ridotto 2 €. Per categorie aventi diritto alla riduzione o all'ingresso gratuito, consultare il sito ufficiale o contattare il museo.

Qual è il pezzo più famoso della collezione?

Tra i reperti più celebri c'è il vaso di Talos, custodito nella quarta sala, che raffigura il gigante mitologico protettore dell'isola di Creta. Notevole anche il cratere a mascheroni del IV sec. a.C. attribuito al pittore di Baltimora.

Come si raggiunge il museo?

Il museo si trova in piazza G. Bovio 25, a Ruvo di Puglia (BA). Per informazioni su come raggiungerlo con i mezzi pubblici o in auto, si consiglia di consultare il sito ufficiale o contattare direttamente il museo al numero +39 080/2440003.

La collezione è sempre rimasta in questo palazzo?

Sì. L'allestimento di Palazzo Jatta è rimasto sostanzialmente invariato dalla sua realizzazione nel corso dell'Ottocento. Il complesso è stato acquisito dallo Stato italiano tra il dicembre 1990 e l'aprile 1991, mantenendo intatta la concezione museografica originaria.