Museo Castell'Arquato · Piacenza (Emilia-Romagna)

Museo geologico "G. Cortesi"

Il Museo geologico 'G. Cortesi' di Castell'Arquato conserva una straordinaria collezione paleontologica legata al territorio piacentino, con cetacei fossili del Pliocene e reperti della formazione geologica nota come 'Piacenziano'.

Museo geologico "G. Cortesi"

Dati pratici

Indirizzo

Via Sforza Caolzio, 57, 29014 Castell'Arquato

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Orari

Orari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.

Contatti
+39 0523 803215 info@museogeologico.it
Biglietti
Intero 3,50 €

Il museo

Il Museo geologico 'G. Cortesi' si trova a Castell'Arquato, in provincia di Piacenza, ospitato dal 1990 nell'ex Ospedale di Santo Spirito, un edificio cinquecentesco di rilievo architettonico: è l'unico esempio rimasto in paese di portici collegati alla via Francigena. Le origini del museo risalgono al 1927, quando una prima raccolta paleontologica trovò spazio nel salone dell'Archivio comunale, all'interno del duecentesco Palazzo del Podestà. Il patrimonio esposto si articola attorno a tre nuclei principali: la malacofauna del Piacenziano, i cetacei del Pliocene e i vertebrati del Quaternario padano. A questi si aggiungono raccolte mineralogiche e petrologiche, queste ultime formate anche grazie a campagne di ricerca in aree extraeuropee. Il punto di partenza della collezione fu la raccolta di molluschi fossili dell'avvocato e collezionista Odoardo Bagatti, integrata poi dai resti di un cetaceo fossile scoperto nel 1934 sui calanchi di Monte Falcone dal dottor Agostino Menozzi, e da un secondo esemplare rinvenuto nel 1983 nei calanchi di Rio Carbonaro. Nella sala centrale spicca una scultura lignea a grandezza naturale di una balenottera acutorostrata, opera dell'artista Giorgio Rastelli: un elemento scenografico che rende immediata la scala di questi antichi mammiferi marini. I materiali esposti provengono in prevalenza dal territorio locale, la cui particolare formazione pliocenica — il 'Piacenziano', termine riconosciuto a livello internazionale — ha restituito nel tempo esemplari di rara importanza scientifica.

Cosa vedere dentro

Cetacei fossili del Pliocene, tra cui i reperti di Monte Falcone (1934) e Rio Carbonaro (1983)

Raccolta di molluschi fossili del Piacenziano (collezione Odoardo Bagatti)

Vertebrati del Quaternario padano

Nuclei mineralogico e petrografico, con materiali da campagne di ricerca extraeuropee

Scultura lignea a grandezza naturale di una balenottera acutorostrata, opera di Giorgio Rastelli

Info per la visita

Aperto al pubblico sabato e domenica con orario 10:00–13:00 e 14:00–17:00. Dal mercoledì al venerdì le visite sono possibili su prenotazione. Biglietto intero 3,50 €, ridotto 2,50 €. Il museo si trova in Via Sforza Caolzio 57, Castell'Arquato (PC). Contatti: +39 0523 803215 — info@museogeologico.it — www.museogeologico.it

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Domande frequenti

Dove si trova il Museo geologico 'G. Cortesi'?

In Via Sforza Caolzio 57 a Castell'Arquato, in provincia di Piacenza, all'interno dell'ex Ospedale di Santo Spirito, edificio cinquecentesco con portici storicamente legati alla via Francigena.

Quali sono gli orari di apertura?

Sabato e domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00. Dal mercoledì al venerdì è aperto su prenotazione. Per confermare gli orari aggiornati si consiglia di consultare il sito ufficiale www.museogeologico.it.

Quanto costa il biglietto?

Il biglietto intero è 3,50 €, quello ridotto 2,50 €.

Come si prenota la visita nei giorni feriali?

Per le visite dal mercoledì al venerdì è necessaria la prenotazione: si può contattare il museo al numero +39 0523 803215 oppure via email a info@museogeologico.it.

Cosa rende unica la collezione del museo?

Il museo conserva rari cetacei fossili del Pliocene provenienti dai calanchi del territorio piacentino, legati alla formazione geologica del 'Piacenziano', un termine riconosciuto a livello internazionale proprio per le caratteristiche di quest'area. Nella sala centrale è esposta anche una scultura lignea a grandezza naturale di una balenottera acutorostrata, opera di Giorgio Rastelli.