Museo diocesano d’arte sacra di Acerenza
Il Museo Diocesano d'Arte Sacra di Acerenza conserva paramenti liturgici, sculture, dipinti, argenterie napoletane del Settecento, manoscritti e una sezione archeologica con reperti dall'IX secolo a.C. al IV d.C., tra cui un busto marmoreo dell'imperatore Giuliano l'Apostata.
Dati pratici
Largo del Seminario, 85011 Acerenza
↗ Apri su Google MapsOrari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.
Il museo
Il Museo Diocesano d'Arte Sacra si trova a Largo del Seminario ad Acerenza, in provincia di Potenza, ed è uno dei luoghi di memoria religiosa e culturale più significativi della Basilicata. Le sue collezioni raccolgono testimonianze provenienti dalle chiese della diocesi e abbracciano un arco cronologico molto ampio, restituendo un quadro articolato della vita spirituale e artistica del territorio. Tra i materiali esposti spiccano paramenti liturgici, sculture in legno e in marmo, dipinti su tela e su tavola, argenterie napoletane del Settecento e manoscritti di provenienza ecclesiastica. Completano la raccolta legni a soggetto sacro intagliati da artigiani locali, espressione della devozione popolare descritta anche dallo scrittore lucano Raffaele Riviello. Questi oggetti documentano secoli di spiritualità monastica — benedettina e francescana — e la vita di sacerdoti e vescovi legati alla diocesi. Il museo ospita anche una sezione archeologica e lapidaria con reperti databili tra il IX secolo a.C. e il IV secolo d.C. rinvenuti nell'area. Tra i pezzi di maggiore interesse figura un busto marmoreo dell'imperatore Giuliano l'Apostata (331–363 d.C.), collocato in origine sulla facciata della cattedrale perché erroneamente identificato con san Canio, vescovo di Iuliana in Africa, il cui corpo fu traslato ad Acerenza, dove il santo è venerato come patrono della città.
Cosa vedere dentro
Paramenti liturgici provenienti dalle chiese della diocesi
Sculture in legno e in marmo a soggetto sacro
Dipinti su tela e su tavola
Argenterie napoletane del Settecento
Manoscritti di provenienza ecclesiastica
Legni intagliati da artigiani locali
Sezione archeologica e lapidaria con reperti dall'IX sec. a.C. al IV sec. d.C.
Busto marmoreo dell'imperatore Giuliano l'Apostata (331–363 d.C.)
Info per la visita
Aperto dal lunedì al venerdì dalle 09:30 alle 12:30. Il sabato e la domenica: 09:30–12:30 e 16:00–18:30. Per informazioni su biglietti e tariffe si consiglia di contattare direttamente il museo o consultare il sito ufficiale.
Altri musei a Acerenza
Casa contadina di Acerenza
Ricostruzione fedele di un'abitazione contadina tradizionale nel centro storico di Acerenza, allestita in una casa composta da due vani abitati fino al 1985.
Micromuseo contadino
Il Micromuseo contadino di Acerenza è una piccola raccolta di modellini artigianali che documentano la vita rurale e il lavoro agricolo dell'alto Bradano, ospitata presso l'Istituto Scolastico Comprensivo della città.
Museo di artigianato locale
Una collezione di oltre 2000 manufatti in legno intagliato, opera di Giuseppe Di Trani e del figlio Giovanni, esposta negli spazi del Convento di Sant'Antonio ad Acerenza, in Basilicata.
Domande frequenti
Dove si trova il Museo Diocesano d'Arte Sacra di Acerenza?
Il museo ha sede a Largo del Seminario, 85011 Acerenza (PZ), in Basilicata.
Quali sono gli orari di apertura?
Dal lunedì al venerdì il museo è aperto dalle 09:30 alle 12:30. Il sabato e la domenica è aperto anche nel pomeriggio: 09:30–12:30 e 16:00–18:30.
Quanto costa il biglietto?
Le informazioni sulle tariffe non sono disponibili in questa scheda. Si consiglia di contattare il museo al numero 0971 749221 oppure di consultare il sito ufficiale prima della visita.
Come si contatta il museo?
È possibile telefonare ai numeri 0971 749221 e 0971 741299, oppure scrivere all'indirizzo email curia.acerenza@tiscali.it.
Qual è il pezzo più insolito della collezione?
Particolarmente curiosa è la storia del busto marmoreo dell'imperatore Giuliano l'Apostata (331–363 d.C.): per secoli fu collocato sulla facciata della cattedrale perché ritenuto l'effigie di san Canio, patrono di Acerenza, prima che ne fosse riconosciuta la vera identità.