Museo Fagagna · Udine (Friuli-Venezia Giulia)

Museo della vita contadina "Cjase Cocèl"

Il Museo della vita contadina "Cjase Cocèl" di Fagagna (Udine) conserva oggetti e ambienti della vita rurale friulana tra il XIX e la prima metà del XX secolo, ospitato in una casa seicentesca appartenuta alla famiglia Chiarvesio.

Museo della vita contadina "Cjase Cocèl"

Dati pratici

Indirizzo

Via Lisignana, 22, 33034 Fagagna

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Orari
Chiuso ora
Lunedì09:30–12:30
Martedì09:30–12:30
Mercoledì09:30–12:30
Giovedì09:30–12:30
Venerdì09:30–12:30
SabatoChiuso
DomenicaChiuso
Contatti
+39 0432801887 cultura@comune.fagagna.ud.it
Biglietti
Intero 3,00 €

Il museo

Il Museo della vita contadina "Cjase Cocèl" si trova a Fagagna, in provincia di Udine, lungo Via Lisignana 22. Nato alla fine del 1980 per iniziativa dell'Amministrazione Comunale, con il contributo degli abitanti del borgo e la gestione dell'Associazione Museo della Vita Contadina, il museo prende il nome dal soprannome della famiglia Chiarvesio — Cocèl — che abitò la casa seicentesca che dal 1994 ospita parte dell'esposizione. Gli ambienti ricostruiti raccontano la quotidianità contadina: al piano terra si trovano la cucina ottocentesca con il fogolar, la madia, le pentole di rame e il pavimento in ciotoli detto pedrât; al primo piano due camere da letto — una di famiglia benestante, una di famiglia povera — e il Laboratorio di Merletti, attività che rese Fagagna nota nell'Impero Austro-Ungarico e Germanico grazie alla Scuola fondata nel 1892 dalla Contessa americana Cora Slocomb. Altri spazi sono dedicati alla lavorazione di canapa, lana e lino, al granaio con gli attrezzi agricoli, e a una sezione sui giocattoli artigianali prodotti a Fagagna dalla fine del XIX secolo fino alla Disfatta di Caporetto. All'esterno si trovano un vecchio caseificio, un'aula scolastica d'epoca, un'osteria di fine Ottocento, il Museo dell'ape e un mulino proveniente da Majano, attivo fino agli anni Settanta. Animali da fattoria completano l'atmosfera del luogo, curati dai numerosi volontari che animano anche le visite guidate.

Cosa vedere dentro

Cucina ottocentesca con fogolar, madia e pavimento in pedrât

Camere da letto di famiglia ricca e povera

Laboratorio di Merletti (Scuola fondata nel 1892)

Sezione dedicata ai giocattoli artigianali friulani

Lavorazione di canapa, lana e lino

Granaio con attrezzi agricoli

Vecchio caseificio (latteria)

Aula scolastica d'epoca

Osteria di fine Ottocento

Museo dell'ape con arnie antiche e manuali dal XVIII al XX secolo

Mulino proveniente da Majano

Animali da fattoria (asino, mucche, capre, pecore, pollame, conigli)

Info per la visita

Orari: dal lunedì al venerdì, ore 9:30–12:30. Biglietto intero: 3,00 €; ridotto: 2,50 €. Per informazioni: tel. +39 0432801887, email cultura@comune.fagagna.ud.it, sito www.comune.fagagna.ud.it. Tra gli appuntamenti annuali: Vacanze in fattoria (seconda settimana di luglio), Settimana della trebbiatura (seconda domenica di luglio), Festa della zucca (ottobre). In primavera si svolge l'iniziativa Latterie senza confini, con apertura al pubblico della latteria.

Domande frequenti

Dove si trova il museo e come si raggiunge?

Il museo è in Via Lisignana 22 a Fagagna (UD). Per informazioni su come raggiungerlo si consiglia di consultare il sito ufficiale del Comune di Fagagna: www.comune.fagagna.ud.it.

Quali sono gli orari di apertura?

Il museo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 12:30. Si consiglia di verificare eventuali variazioni sul sito ufficiale o contattando il numero +39 0432801887.

Quanto costa il biglietto?

Il biglietto intero costa 3,00 €, il ridotto 2,50 €.

Perché il museo si chiama "Cjase Cocèl"?

Il nome deriva dal soprannome della famiglia Chiarvesio — Cocèl in friulano — che abitò la casa seicentesca che dal 1994 ospita parte dell'esposizione.

Ci sono eventi o attività speciali durante l'anno?

Sì: in estate si tengono le Vacanze in fattoria (seconda settimana di luglio) e la Settimana della trebbiatura (seconda domenica di luglio); in ottobre la Festa della zucca. In primavera l'iniziativa Latterie senza confini apre al pubblico il vecchio caseificio.