Museo civico di Bevagna
Il Museo Civico di Bevagna, ospitato in un palazzo settecentesco della famiglia Lepri nel cuore del borgo medievale umbro, raccoglie reperti archeologici, dipinti e sculture che documentano la storia millenaria di Bevagna lungo la Via Flaminia.
Dati pratici
Corso Matteotti, 06031 Bevagna
↗ Apri su Google MapsOrari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.
Il museo
Il Museo Civico di Bevagna si trova in Corso Matteotti, nel centro storico di Bevagna, piccolo borgo medievale della provincia di Perugia affacciato sulla Valle Umbra. Dal 1996 ha sede nel settecentesco palazzo Lepri, edificio che conferisce alla visita un contesto architettonico di pregio. Il percorso espositivo abbraccia reperti archeologici, dipinti, sculture e documenti che permettono di ripercorrere la storia del borgo, sviluppatosi lungo il ramo occidentale della Via Flaminia — il cui tracciato originario coincide con l'attuale corso, da porta del Salvatore a porta Foligno. Tra i materiali archeologici spiccano frammenti lapidei, steli funerarie, monete di età romana repubblicana e urne cinerarie in pietra arenaria con coperchio a doppio spiovente, produzione locale tipica del II e I secolo a.C. La sezione pittorica (XVI-XIX secolo) include la Pala Ciccoli, databile intorno al 1565 e attribuita al pittore assisiate Dono Doni, opere di artisti bevanati come Ascensidonio Spacca detto il Fantino e Andrea Camassei, e una tela con l'Adorazione dei Magi del pittore napoletano Corrado Giaquinto, riferita alla sua fase di maturità artistica. Tra le sculture e le arti decorative si segnala il Modello ligneo del Santuario della Madonna delle Grazie, realizzato dall'architetto Valentino Martelli nella seconda metà del XVI secolo. Il museo è parte del Circuito museale cittadino, che include il mosaico delle Terme romane e il teatro Torti, a cui si affianca il Circuito Culturale dei Mestieri Medioevali.
Cosa vedere dentro
Urne cinerarie in pietra arenaria di produzione locale (II-I sec. a.C.)
Steli funerarie e monete di età romana repubblicana
Pala Ciccoli (attr. Dono Doni, c. 1565)
Opere di Ascensidonio Spacca detto il Fantino e Andrea Camassei
Adorazione dei Magi di Corrado Giaquinto
Modello ligneo del Santuario della Madonna delle Grazie (Valentino Martelli, seconda metà XVI sec.)
Info per la visita
Il museo fa parte del Circuito museale cittadino (Terme romane e teatro Torti) e del Circuito Culturale dei Mestieri Medioevali, con biglietti separati o cumulativi. Per orari, tariffe e modalità di accesso aggiornate, contattare il museo al numero 0742360031 o via email a bevagna@sistemamuseo.it, oppure consultare il sito del Comune di Bevagna.
Altri musei a Bevagna
Mosaico delle terme romane
Il Mosaico delle terme romane di Bevagna è un sito archeologico che conserva i resti di un complesso termale pubblico dell'antica Mevania, con un pregevole pavimento musivo in bianco e nero databile agli inizi del II secolo d.C.
Teatro Francesco Torti
Il Teatro Francesco Torti è un elegante teatro ottocentesco situato in piazza Filippo Silvestri, nel cuore di Bevagna (Perugia), parte del Circuito Museale cittadino insieme al Museo della città e al Mosaico delle Terme romane.
Domande frequenti
Dove si trova il Museo Civico di Bevagna?
In Corso Matteotti, nel centro storico di Bevagna (PG), all'interno del settecentesco palazzo Lepri.
Quali sono gli orari di apertura e i prezzi dei biglietti?
Gli orari e le tariffe non sono disponibili in questa scheda. Si consiglia di verificare le informazioni aggiornate sul sito del Comune di Bevagna o contattando il museo al numero 0742360031 oppure all'indirizzo bevagna@sistemamuseo.it.
Il museo fa parte di un circuito più ampio?
Sì. Il Museo Civico è incluso nel Circuito museale cittadino, che comprende anche il mosaico delle Terme romane e il teatro Torti. Esiste inoltre un Circuito Culturale dei Mestieri Medioevali, visitabile con biglietto separato o cumulativo.
Cosa rende speciali le urne cinerarie conservate nel museo?
Le urne di Bevagna rappresentano una tipica produzione locale del II e del I secolo a.C.: sono in pietra arenaria con coperchio a doppio spiovente e provengono da numerosi rinvenimenti nel territorio circostante.
Chi ha gestito il palazzo che ospita il museo?
L'edificio apparteneva alla famiglia Lepri ed è diventato sede del museo nel 1996.