Parco o giardino Gorizia · Gorizia (Friuli-Venezia Giulia)

Fondazione Palazzo Coronini Cronberg

Palazzo Coronini Cronberg è una residenza storica di Gorizia con origini cinquecentesche, trasformata nel tempo da casa-forte in dimora nobiliare e oggi gestita da una fondazione con vocazione museale. Il suo parco e i suoi edifici conservano secoli di storia, dall'epoca asburgica al soggiorno dell'ultimo re di Francia Carlo X di Borbone.

Fondazione Palazzo Coronini Cronberg

Dati pratici

Indirizzo

Viale XX Settembre, 34170 Gorizia

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Orari

Orari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.

Contatti
+39 0481 533485 info@coronini.it
Biglietti
Intero 8,00 €

Il museo

Fondazione Palazzo Coronini Cronberg si trova in Viale XX Settembre a Gorizia, nell'immediata periferia del centro storico. Il palazzo fu costruito tra il 1593 e il 1598 da Carlo Zengraf, già Segretario degli Stati Provinciali di Gorizia, su un'area che i lavori di ristrutturazione del 2002-2006 hanno rivelato ospitare probabilmente una struttura a torre preesistente. La paternità del progetto è attribuita con riserva all'architetto militare Giulio Baldigara, presente a Gorizia come architetto arciducale. Nel 1614 la proprietà passò ai nobili Strassoldo, che ne modificarono profondamente l'aspetto trasformandola in casa dominicale: verso il 1640 fu eretta la cappella dedicata a sant'Anna, collegata al palazzo da un doppio loggiato, e nei decenni successivi furono aggiunti scuderie, edifici agricoli e la cancellaria. Nel 1820 il complesso fu acquistato dal conte Michele Coronini Cronberg, che a partire dal 1833 avviò importanti lavori di ampliamento, tra cui la costruzione di un'ala destinata in parte alla biblioteca di famiglia. Nell'ottobre del 1836 Carlo X di Borbone, ultimo re di Francia in esilio, prese residenza nel palazzo: morì circa un mese dopo aver contratto il colera e fu sepolto nel convento francescano della Castagnavizza, oggi in Slovenia. Dopo i danni della Prima guerra mondiale e un lungo periodo di utilizzo militare, il palazzo fu restituito ai Coronini nei primi anni Cinquanta. Fu il conte Guglielmo Coronini a progettare la destinazione museale della residenza, realizzata dopo la sua morte nel 1990 attraverso la fondazione che oggi la gestisce.

Cosa vedere dentro

Palazzo cinquecentesco con origini di casa-forte

Cappella di sant'Anna con doppio loggiato

Edificio delle scuderie convertito in sala convegni e sala esposizioni

Parco storico con piscina e portale in pietra proveniente dalla villa Attems di Piedimonte

Biblioteca storica di famiglia

Info per la visita

Aperto sabato e domenica con orario 10:00–13:00 e 15:00–18:00. Biglietto intero 8,00 €, ridotto 6,00 €. Per informazioni: tel. +39 0481 533485, email info@coronini.it, sito www.coronini.it.

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Domande frequenti

Quando è aperto Palazzo Coronini Cronberg?

Il palazzo è aperto al pubblico il sabato e la domenica, con orario 10:00–13:00 e 15:00–18:00. Per eventuali variazioni si consiglia di verificare sul sito ufficiale www.coronini.it.

Quanto costa il biglietto d'ingresso?

Il biglietto intero costa 8,00 €, quello ridotto 6,00 €. Per dettagli sulle categorie che danno diritto alla riduzione, consultare il sito ufficiale o contattare la fondazione.

Qual è il legame tra il palazzo e Carlo X di Borbone?

Nell'ottobre del 1836 Carlo X, ultimo re di Francia, scelse Palazzo Coronini come residenza durante il suo esilio a Gorizia. Circa un mese dopo il suo arrivo contrasse il colera e morì; la sua salma fu tumulata nel convento francescano della Castagnavizza, oggi in territorio sloveno.

Come si raggiunge la fondazione e come contattarla?

La fondazione si trova in Viale XX Settembre a Gorizia (CAP 34170). È possibile contattarla al numero +39 0481 533485 oppure via email all'indirizzo info@coronini.it.

Quando è nata la vocazione museale del palazzo?

Fu il conte Guglielmo Coronini Cronberg, morto a Vienna il 13 settembre 1990, a progettare la destinazione museale della residenza di famiglia. La fondazione che oggi gestisce il complesso ha dato forma a questo progetto dopo la sua scomparsa.