Chiesa / luogo di culto Cava de' Tirreni · Salerno (Campania)

Complesso monumentale della Badia di Cava dei Tirreni

L'Abbazia di Cava de' Tirreni, dichiarata Monumento Nazionale, è uno dei complessi monastici medievali più significativi dell'Italia meridionale. Fondata nel 1011 da San Alferio Pappacarbone, conserva opere di Tino da Camaino, affreschi ottocenteschi e un suggestivo chiostro con influenze islamiche.

Complesso monumentale della Badia di Cava dei Tirreni

Dati pratici

Indirizzo

Via Morcaldi, 84040 Cava de' Tirreni

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Orari

Orari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.

Contatti
089 463922 Email non disponibile
Sito
Sito ufficiale non disponibile
Biglietti
Ingresso gratuito

Il museo

Il Complesso monumentale della Badia si trova a Cava de' Tirreni, in provincia di Salerno, lungo Via Morcaldi. La sua storia prende avvio nel 1011, quando San Alferio Pappacarbone si ritirò in vita eremitica nella valle del Selano, sotto la grotta Arsiccia. L'afflusso di discepoli lo spinse a costruire un primo piccolo monastero con annessa chiesa. Sotto l'abate San Pietro I (1079–1123) la struttura fu ampliata in basilica a più navate, e l'abbazia divenne capofila di una vasta congregazione monastica, l'Ordo Cavensis. Nel 1394 papa Bonifacio IX la elevò a vescovado. L'attuale basilica risale al 1761, eretta per volontà dell'abate Giulio De Palma su progetto dell'architetto Giovanni del Gaizo. L'interno, rivestito di marmi policromi, ospita sculture di Tino da Camaino commissionate dall'abate Filippo de Haya, un ambone cosmatesco del XII secolo e quattro statue marmoree cinquecentesche. Gli affreschi sulla volta, nella cupola e nel transetto sono opera del pittore calabrese Vincenzo Morani (1857). Il piccolo chiostro, databile tra l'XI e il XIII secolo, è considerato la parte più caratteristica del complesso: le sue quadrifore con archi a ferro di cavallo richiamano influenze islamiche e rimandano ai coevi chiostri amalfitani. Adiacente al chiostro si trova la sala del Capitolo del XIII secolo, con sarcofagi romani attribuiti al III secolo d.C. Nei sotterranei si estende il cosiddetto cimitero longobardo, adibito a sepoltura di monaci e laici devoti.

Cosa vedere dentro

Basilica del 1761 con marmi policromi e altari sulle reliquie dei 12 abati santi

Sculture di Tino da Camaino: Madonna col Bambino tra San Benedetto e San Alferio, e gruppi delle pie donne e dei soldati romani

Ambone marmoreo cosmatesco del XII secolo

Affreschi di Vincenzo Morani (1857): volta del coro, cupola e transetto

Piccolo chiostro XI-XIII secolo con archi a ferro di cavallo e influenze islamiche

Sala del Capitolo del XIII secolo con sarcofagi romani del III secolo d.C.

Cella grotta di San Alferio con urna delle reliquie

Fontana del 1772 realizzata da Tommaso Liguoro

Sotterranei del cosiddetto cimitero longobardo

Info per la visita

L'ingresso è gratuito. Per orari di apertura e informazioni aggiornate contattare il complesso al numero 089 463922.

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Domande frequenti

Quanto costa l'ingresso alla Badia di Cava de' Tirreni?

L'ingresso è gratuito.

Come si contatta la Badia per informazioni su orari e visite?

È possibile telefonare al numero 089 463922. Non risulta un sito ufficiale indicato nelle fonti disponibili, quindi si consiglia di verificare direttamente per telefono gli orari aggiornati.

Quando fu fondata l'abbazia?

Fu fondata nel 1011 da San Alferio Pappacarbone, che si ritirò in vita eremitica nella valle del Selano e in seguito costruì un primo piccolo monastero con annessa chiesa.

Quali sono le opere d'arte più importanti conservate nella basilica?

Spiccano le sculture di Tino da Camaino, l'ambone cosmatesco del XII secolo, gli affreschi di Vincenzo Morani del 1857 e quattro statue marmoree cinquecentesche, tra cui quelle di San Felicita e San Matteo.

Cos'è il cimitero longobardo?

È un insieme di ambienti sotterranei realizzati a partire dal IX-X secolo, con successive ristrutturazioni nel XII, utilizzati come luogo di sepoltura per i monaci e per i laici che, per devozione, vollero essere seppelliti nell'abbazia.