Monumento Bologna · Bologna (Emilia-Romagna)

Certosa monumentale

La Certosa monumentale di Bologna è uno dei complessi funerari più significativi d'Europa, nato nel 1801 all'interno di un antico monastero certosino e arricchito nei secoli da opere d'arte, sculture, affreschi e sepolture illustri. L'ingresso è gratuito.

Certosa monumentale

Dati pratici

Indirizzo

Via della Certosa, 18, 40121 Bologna

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Orari
Chiuso ora
Lunedì07:00–18:00
Martedì07:00–18:00
Mercoledì07:00–18:00
Giovedì08:00–18:00
Venerdì07:00–18:00
Sabato07:00–18:00
Domenica07:00–18:00
Contatti
+39 051 204 640, +39 051 615 086 8 nuovimusei@comune.bologna.it
Sito
Sito ufficiale non disponibile
Biglietti
Ingresso gratuito

Il museo

La Certosa monumentale si trova in Via della Certosa 18, a Bologna, e occupa gli spazi dell'antico monastero della Certosa di San Gerolamo di Casara, soppresso nel 1797 e riconvertito a cimitero nel 1801. Il monastero aveva origini medievali: fu fondato nel 1334 grazie a un lascito del giureconsulto Giovanni d'Andrea, e la sua chiesa fu consacrata nel 1359. Nel 1869, durante lavori nel sito, fu scoperto un importante sepolcreto etrusco con 417 tombe, i cui materiali confluirono nella sezione etrusca del Museo Civico Archeologico di Bologna, dando nome alla cosiddetta "fase Certosa". Il complesso custodisce pale d'altare di Bartolomeo Cesi, Giovanni Andrea ed Elisabetta Sirani, Lorenzo Pasinelli e altri, oltre a un pregevole coro intarsiato da Biagio de' Marchi (1538). Tra gli spazi più scenografici figurano la Loggia delle Tombe (1833) e l'Aula Gemina, con il monumento a Giovanni Francesco Contri di Salvino Salvini (1873). L'aristocrazia bolognese del XIX secolo commissionò sepolcri ai maggiori scultori dell'epoca, tra cui Lorenzo Bartolini e Vincenzo Vela. Numerosi affreschi decorano i chiostri, opera di pittori come Pelagio Palagi e Antonio Basoli. Tra le sepolture celebri si contano quelle di Giosuè Carducci, Ottorino Respighi, Riccardo Bacchelli, Carlo Broschi detto il Farinelli e Marco Minghetti. Il luogo fu visitato da Byron e Leopardi, e definito "Cimitero che si può chiamare Museo" da Aleksandr Turgenev. Nel 2008 il Pantheon alla Certosa è stato rinnovato con l'installazione "Sala d'attesa" dell'artista Flavio Favelli.

Cosa vedere dentro

Loggia delle Tombe (1833)

Aula Gemina con il monumento a Giovanni Francesco Contri (Salvino Salvini, 1873)

Coro intarsiato da Biagio de' Marchi (1538)

Pale d'altare di Bartolomeo Cesi, Elisabetta Sirani, Lorenzo Pasinelli e altri

Chiostro delle Madonne con affreschi a massello

Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale (Ercole Drei)

Sepolture di Giosuè Carducci, Ottorino Respighi, Riccardo Bacchelli, Carlo Broschi detto il Farinelli

Pantheon con l'installazione 'Sala d'attesa' di Flavio Favelli (2008)

Cimitero ebraico (1869) e spazi per gli Acattolici (1822)

Ingresso monumentale progettato da Ercole Gasparini (1802)

Info per la visita

La Certosa monumentale è aperta tutti i giorni. Dal lunedì al mercoledì e dal venerdì alla domenica: ore 7:00–18:00. Il giovedì: ore 8:00–18:00. L'ingresso è gratuito. Per informazioni: tel. +39 051 204 640 oppure +39 051 615 086 8; email: nuovimusei@comune.bologna.it.

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Domande frequenti

Quanto costa l'ingresso alla Certosa monumentale di Bologna?

L'ingresso è gratuito.

Quali sono gli orari di apertura?

Il complesso è aperto tutti i giorni: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 7:00 alle 18:00; il giovedì dalle 8:00 alle 18:00.

Come si contatta la Certosa monumentale?

È possibile chiamare i numeri +39 051 204 640 o +39 051 615 086 8, oppure scrivere a nuovimusei@comune.bologna.it.

Quali personalità celebri sono sepolte alla Certosa di Bologna?

Tra le sepolture più note figurano quelle di Giosuè Carducci, Ottorino Respighi, Riccardo Bacchelli, Carlo Broschi detto il Farinelli, Marco Minghetti ed Enrico Panzacchi, tra gli altri.

La Certosa di Bologna ha un legame con l'archeologia etrusca?

Sì: nel 1869 fu scoperto nel sito un importante sepolcreto etrusco con 417 tombe, identificato da Antonio Zannoni. I materiali rinvenuti sono conservati nella sezione etrusca del Museo Civico Archeologico di Bologna e hanno dato il nome alla cosiddetta 'fase Certosa'.