Biblioteca Statale di Lucca - L’Erbario dello Pseudo Apuleio e altri trattati
Un manoscritto carolingio del IX secolo che raccoglie l'Herbarium dello Pseudo Apuleio e undici trattati medici: uno dei tesori più rari custoditi dalla Biblioteca Statale di Lucca.
Dati pratici
Via Santa Maria Corteorlandini, 55100 Lucca
↗ Apri su Google MapsOrari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.
Il museo
La Biblioteca Statale di Lucca, in Via Santa Maria Corteorlandini, conserva un manoscritto latino in pergamena di epoca carolingia (IX secolo) noto come Herbarium dello Pseudo Apuleio. Il testo originario è attribuito a un autore ancora non identificato con certezza, vissuto presumibilmente nel IV secolo, e fu copiato ed estratto per tutta la tarda antichità, il Medioevo e fino al XV secolo. Sfogliando le pagine del manoscritto si incontrano rappresentazioni a colori di piante medicinali, accompagnate dal nome, dai sinonimi in uso all'epoca, dalle proprietà curative e dalle ricette per estrarne i principi attivi. Tra le immagini più celebri spicca quella della mandragola, pianta diffusa nel bacino del Mediterraneo cui erano attribuiti poteri magici e terapeutici fin dall'antico Egitto: veniva impiegata come antidolorifico, anestetico e rimedio contro insonnia e infertilità, ma in dosi elevate provoca stati allucinogeni. La sua radice dalla forma vagamente umana — raffigurata come bambino, donna o uomo — la rese protagonista anche della tradizione alchemica. Oltre all'Herbarium, il codice lucchese raccoglie undici trattati medici. Fra questi il De herba vettonica, attribuito nell'antichità ad Antonio Musa, medico dell'imperatore Augusto, ma probabilmente scritto nel IV secolo: descrive le proprietà terapeutiche della Betonica, pianta dai fiori rosa-porpora un tempo usata per numerose patologie e oggi considerata tossica.
Cosa vedere dentro
Manoscritto carolingio in pergamena (IX sec.) con l'Herbarium dello Pseudo Apuleio
Illustrazioni a colori di piante medicinali con nomi, sinonimi e ricette
Immagine della radice antropomorfa della mandragola
De herba vettonica e altri dieci trattati medici inclusi nel codice
Altri musei a Lucca
Archivio di Stato di Lucca
L'Archivio di Stato di Lucca conserva la documentazione pubblica della città ed è ospitato nel cinquecentesco palazzo Guidiccioni, in piazza Guidiccioni nel centro di Lucca.
Battistero e chiesa dei Ss. Giovanni e Reparata
Complesso religioso nel cuore di Lucca che custodisce secoli di storia architettonica, dai resti romani fino al Medioevo, visitabile come museo archeologico stratificato.
Biblioteca Statale di Lucca
La Biblioteca Statale di Lucca ha origini seicentesche e conserva fondi librari di grande valore storico. Ha sede nell'ex Convento di Santa Maria Corteorlandini, nel centro di Lucca, ed è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì.
Domande frequenti
Dove si trova il manoscritto dell'Herbarium dello Pseudo Apuleio?
È conservato presso la Biblioteca Statale di Lucca, in Via Santa Maria Corteorlandini, 55100 Lucca.
Chi era lo Pseudo Apuleio?
Si tratta di un autore ancora non identificato con certezza, ritenuto vissuto nel IV secolo, al quale è attribuito il testo originario dell'Herbarium. Il manoscritto conservato a Lucca è una copia carolingia del IX secolo.
Quali sono gli orari di visita e il costo del biglietto?
Gli orari e le condizioni di accesso non sono disponibili in questa scheda. Si consiglia di verificare le informazioni aggiornate sul sito ufficiale: https://bibliotecastatalelucca.cultura.gov.it/ oppure contattando la biblioteca al numero 0583491271 o all'indirizzo bs-lu@cultura.gov.it.
Cosa contiene il manoscritto oltre all'Herbarium?
Il codice raccoglie undici trattati medici, tra cui il De herba vettonica, che descrive le proprietà terapeutiche della Betonica, pianta dai fiori rosa-porpora considerata tossica dalla medicina moderna.
Perché la mandragola è così importante nell'Herbarium?
La mandragola è una delle piante più iconiche del manoscritto: la sua radice dalla forma vagamente umana era associata a poteri magici e medicinali già dai medici egizi, e veniva usata come antidolorifico, anestetico e rimedio contro insonnia e infertilità. In dosi massicce può indurre stati allucinogeni, e la sua forma antropomorfa la rese protagonista anche della tradizione alchemica.