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Biblioteca Angelica - De Balneis Puteolanis

Il manoscritto 1474 della Biblioteca Angelica di Roma è il testimone più antico e prezioso del De Balneis Puteolanis, poemetto medievale sulle terme di Pozzuoli e Baia, arricchito da diciotto miniature di straordinaria qualità eseguite da una bottega napoletana del XIII secolo.

Biblioteca Angelica - De Balneis Puteolanis

Dati pratici

Indirizzo

Piazza S. Agostino, 8, 00186 Roma

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Orari

Orari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.

Contatti
06-6840801 b-ange@cultura.gov.it
Biglietti
Costo non disponibile — verifica sul sito ufficiale.

Il museo

Conservato presso la Biblioteca Angelica in Piazza Sant'Agostino a Roma, il manoscritto 1474 tramanda il De Balneis Puteolanis, poemetto composto da Pietro da Eboli tra il 1211 e il 1221 presso la corte normanna e poi sveva. L'opera originale è andata perduta, e questo codice ne rappresenta la testimonianza più antica e preziosa. Il testo celebra le proprietà terapeutiche dei bagni di Pozzuoli e di Baia attraverso diciotto epigrammi, un prologo e una dedica a Federico II, che il poeta chiama «sol mundi». Si tratta di un'edizione di lusso, probabilmente commissionata da Manfredi, figlio di Federico II, per onorare la memoria del padre. Un unico copista ha vergato il testo in gotica rotunda di modulo ampio sul verso di ciascun foglio; sul recto del foglio successivo compare un'illustrazione a piena pagina. Le diciotto miniature raffigurano paesaggi scoscesi, pozze e grotte termali, strutture architettoniche, tende e figure umane di varie età, realizzate con una tavolozza ricca di blu cobalto, rosso magenta, terra di Siena e verde, definita da spessi contorni neri. L'oro è impiegato con due tecniche distinte: lamine di foglia d'oro levigate fino alla lucentezza e polvere d'oro applicata a pennello. Il codice apparteneva a Mario Guidarelli e giunse alla Biblioteca Angelica nel 1762, con l'acquisizione della biblioteca del cardinale Domenico Passionei.

Cosa vedere dentro

Manoscritto 1474 con il testo del De Balneis Puteolanis

Diciotto miniature a piena pagina di bottega napoletana del XIII secolo

Tecnica della gotica rotunda del copista

Dorature a foglia d'oro e a polvere d'oro nelle illustrazioni

Dedica a Federico II con l'appellativo «sol mundi»

Info per la visita

La Biblioteca Angelica si trova in Piazza Sant'Agostino 8, Roma. Per orari di apertura, modalità di accesso e consultazione del manoscritto si consiglia di contattare direttamente la biblioteca (tel. 06-6840801, email b-ange@cultura.gov.it) o consultare il sito ufficiale www.bibliotecaangelica.beniculturali.it.

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Domande frequenti

Cos'è il De Balneis Puteolanis?

È un poemetto composto da Pietro da Eboli tra il 1211 e il 1221 che descrive e celebra le proprietà terapeutiche dei bagni termali di Pozzuoli e di Baia, dedicato a Federico II. L'originale è perduto e il manoscritto 1474 della Biblioteca Angelica ne è il testimone più antico.

Chi ha realizzato le miniature del manoscritto?

Le diciotto miniature sono attribuite a una bottega napoletana attiva nella metà del XIII secolo. Si distinguono per l'uso di una ricca tavolozza cromatica e per la presenza di dorature eseguite sia a foglia d'oro sia a polvere d'oro applicata a pennello.

Come è arrivato il codice alla Biblioteca Angelica?

Il manoscritto apparteneva a Mario Guidarelli e fu acquisito dalla Biblioteca Angelica nel 1762, nell'ambito dell'acquisto dell'intera biblioteca del cardinale Domenico Passionei.

È possibile consultare il manoscritto?

Per informazioni sulle modalità di consultazione è necessario contattare la Biblioteca Angelica al numero 06-6840801, all'indirizzo email b-ange@cultura.gov.it oppure visitare il sito ufficiale www.bibliotecaangelica.beniculturali.it.

Qual è la struttura del testo del De Balneis Puteolanis nel manoscritto?

Il codice è composto da un prologo, una dedica e diciotto epigrammi in cui Pietro da Eboli illustra le patologie che le pratiche termali possono alleviare, esaltando l'eccellenza dei bagni campani e auspicandone il ritorno all'antico splendore.