Chiesa / luogo di culto Aquileia · Udine (Friuli-Venezia Giulia)

Basilica S.M. Assunta di Aquileia

La Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta ad Aquileia è uno dei più importanti edifici religiosi medievali d'Italia, con radici risalenti al IV secolo e un pavimento musivo paleocristiano di straordinaria estensione e qualità.

Basilica S.M. Assunta di Aquileia

Dati pratici

Indirizzo

Piazza Capitolo, 33051 Aquileia

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Orari

Orari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.

Contatti
+39 0431919719 basilica.aquileia@virgilio.it
Biglietti
Ingresso gratuito

Il museo

La Basilica di Santa Maria Assunta si trova in Piazza del Capitolo ad Aquileia, in provincia di Udine, ed è l'antica cattedrale del soppresso patriarcato di Aquileia. Le sue origini risalgono al 313, quando il vescovo Teodoro, con il sostegno dell'imperatore Costantino, fece costruire le cosiddette aule teodoriane: due grandi spazi paralleli di circa 37x20 metri, collegati da un vestibolo, che costituiscono probabilmente il primo complesso pubblico di culto cristiano. L'edificio attuale fu eretto nell'XI secolo per volontà del patriarca Poppone, che nel 1031 avviò un radicale restauro in forme romaniche con influenze carolinge-ottoniane. A Poppone si deve anche la costruzione dell'imponente campanile, alto oltre 70 metri, realizzato in opus quadratum con blocchi marmorei dell'antico anfiteatro romano. Nel XIII secolo gli archi a pieno sesto della navata centrale furono sostituiti con archi a sesto acuto, e nel Cinquecento artigiani veneziani realizzarono il grandioso soffitto ligneo ancora visibile oggi. Il pavimento musivo paleocristiano, conservato nella navata, è suddiviso in quattro campate che raffigurano donatori, ritratti in medaglioni, il Buon Pastore, una Vittoria alata e la storia di Giona. Accanto alla basilica si trovano il battistero e il campanile; all'esterno, sul retro, è presente il cimitero dei caduti della Prima Guerra Mondiale, luogo di particolare significato storico per la scelta del Milite Ignoto.

Cosa vedere dentro

Pavimento musivo paleocristiano del IV secolo con le quattro campate figurative

Campanile romanico in opus quadratum, alto oltre 70 metri

Soffitto ligneo cinquecentesco realizzato da artigiani veneziani

Santo Sepolcro dell'XI secolo, riproduzione del Santo Sepolcro di Gerusalemme

Resti delle aule teodoriane visitabili nella navata e sotto le fondamenta del campanile

Cripta degli scavi con mosaici

Battistero

Cimitero dei caduti della Prima Guerra Mondiale con il luogo della scelta del Milite Ignoto

Info per la visita

Ingresso gratuito. Orari: aprile–settembre 9.00–19.00; marzo e ottobre 9.00–18.00; novembre–febbraio 10.00–16.00 (sabato, domenica e festivi 9.00–17.00); 1° gennaio 10.00–17.00. Per informazioni: tel. +39 0431919719, email basilica.aquileia@virgilio.it, sito www.aquileia.net.

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Domande frequenti

Quanto costa visitare la Basilica di Aquileia?

L'ingresso alla basilica è gratuito.

Quali sono gli orari di apertura?

Da aprile a settembre: 9.00–19.00. Marzo e ottobre: 9.00–18.00. Novembre–febbraio: 10.00–16.00 (sabato, domenica e festivi 9.00–17.00). Il 1° gennaio: 10.00–17.00. Si consiglia di verificare eventuali variazioni sul sito ufficiale www.aquileia.net.

Cosa rende unico il pavimento della basilica?

Il pavimento musivo paleocristiano, risalente al IV secolo, è uno dei più grandi e meglio conservati al mondo. Si estende per tutta la navata ed è suddiviso in quattro campate con scene figurative che includono ritratti di donatori, simboli cristiani, il Buon Pastore, una Vittoria alata e la storia del profeta Giona.

Cosa rappresenta il cimitero sul retro della basilica?

Nel cimitero dei caduti della guerra 1915–1918 riposano dieci degli undici militi ignoti tra i quali, nel 1921, Maria Bergamas scelse quello le cui spoglie furono poi traslate all'Altare della Patria a Roma.

Come raggiungere la basilica e come contattarla?

La basilica si trova in Piazza Capitolo, 33051 Aquileia (UD). È possibile contattarla al numero +39 0431919719 o via email a basilica.aquileia@virgilio.it. Ulteriori informazioni sul sito www.aquileia.net.