Archivio di Stato di Torino - Manoscritti di Pirro Ligorio
I trenta manoscritti di Pirro Ligorio conservati all'Archivio di Stato di Torino formano una delle raccolte antiquarie più straordinarie del Rinascimento italiano: un'enciclopedia manoscritta del mondo antico, contesa da re e cardinali per secoli.
Dati pratici
Piazza Castello, 209, 10124 Torino
↗ Apri su Google MapsOrari non disponibili — verifica sul sito ufficiale prima della visita.
Il museo
All'Archivio di Stato di Torino, in Piazza Castello, è custodita una delle collezioni manoscritte più celebrate d'Europa: i trenta volumi realizzati dall'architetto, artista e antiquario napoletano Pirro Ligorio (circa 1514–1584), parte integrante della Biblioteca antica dell'istituto, il cui nucleo originario discende direttamente dalle antiche collezioni ducali dei Savoia. I manoscritti appartengono a un'opera monumentale nota come Antiquitates o Delle Antichità, composta da Ligorio in gran parte a Ferrara, probabilmente tra il 1569 e il 1580, al servizio del duca Alfonso II d'Este. Si tratta di una vera enciclopedia del mondo antico: i lemmi, ordinati alfabeticamente, descrivono luoghi, famiglie, medaglie, edifici, epigrafi, aspetti mitologici e personaggi illustri della civiltà greco-romana, spesso corredati da disegni a penna autografi. La raccolta comprende anche dieci volumi monografici su temi specifici, tra cui il disegno di ornato e i terremoti. Fu Carlo Emanuele I di Savoia ad acquistare la collezione dagli Estensi a caro prezzo. La sua fama fu tale che negli anni Trenta del Seicento il cardinale Richelieu tentò ripetutamente di ottenerla, sfiorando una crisi diplomatica con la corte sabauda; nel 1656 anche Cristina di Svezia, di passaggio a Torino, cercò di averla almeno in prestito. Solo in epoca napoleonica i volumi lasciarono Torino, trasferiti a Parigi fino al 1814, per poi tornare con la Restaurazione. L'intera raccolta è stata recentemente digitalizzata nell'ambito del progetto La manutenzione della memoria territoriale, sostenuto dalla Compagnia di San Paolo tramite l'Associazione Amici dell'Archivio di Stato di Torino Odv, ed è liberamente consultabile online sul portale dell'istituto.
Cosa vedere dentro
I trenta manoscritti dell'opera Antiquitates (Delle Antichità) di Pirro Ligorio
Disegni a penna autografi dell'autore che illustrano i lemmi enciclopedici
Dieci volumi monografici su temi specifici come il disegno di ornato e i terremoti
La Biblioteca antica dell'Archivio, il cui nucleo proviene dalle collezioni ducali sabaude
Info per la visita
L'Archivio di Stato di Torino si trova in Piazza Castello 209, Torino. Gli orari di apertura e le modalità di accesso non sono disponibili in questa scheda: si consiglia di verificarli sul sito ufficiale archiviodistatotorino.beniculturali.it o contattando direttamente l'istituto al numero +39 011540382 oppure via email a as-to@cultura.gov.it. L'intera raccolta ligoriana è liberamente consultabile in versione digitalizzata sul portale online dell'Archivio.
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Domande frequenti
Cosa sono i manoscritti di Pirro Ligorio?
Sono trenta volumi manoscritti realizzati dall'architetto e antiquario napoletano Pirro Ligorio (circa 1514–1584), che formano un'enciclopedia del mondo antico con lemmi alfabetici su luoghi, famiglie, edifici, epigrafi e personaggi greco-romani, spesso illustrati da disegni a penna autografi.
Come sono arrivati a Torino questi manoscritti?
Fu Carlo Emanuele I di Savoia ad acquistarli dagli Estensi di Ferrara. Da allora rimasero patrimonio della corte sabauda, salvo una parentesi napoleonica (1814) durante la quale furono trasferiti a Parigi, per poi tornare a Torino con la Restaurazione.
Posso consultare i manoscritti senza recarmi fisicamente all'Archivio?
Sì. L'intera raccolta è stata digitalizzata nell'ambito del progetto La manutenzione della memoria territoriale ed è liberamente consultabile online sul portale dell'Archivio di Stato di Torino.
Quali sono gli orari e i costi di accesso?
Gli orari di apertura e le eventuali modalità di accesso non sono disponibili in questa scheda. Si consiglia di verificarli sul sito ufficiale archiviodistatotorino.beniculturali.it, chiamando il +39 011540382 o scrivendo a as-to@cultura.gov.it.
Perché questi manoscritti erano così preziosi per i Savoia?
L'archivista ottocentesco Pietro Vayra li descrisse come 'preziosi come diamanti della corona, come sacra reliquia della scienza'. La loro fama era tale che il cardinale Richelieu e la regina Cristina di Svezia tentarono in epoche diverse di ottenerli, senza riuscirci.