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Archivio di Stato di Napoli - Codice di Santa Marta

Il Codice di Santa Marta è un prezioso manoscritto miniato conservato all'Archivio di Stato di Napoli: una raccolta di stemmi araldici di sovrani e nobili iscritti tra il 1400 e il 1600 a una confraternita napoletana, testimonianza straordinaria della miniatura meridionale.

Archivio di Stato di Napoli - Codice di Santa Marta

Dati pratici

Indirizzo

Piazzetta del Grande Archivio, 5, 80138 Napoli

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Orari
Chiuso ora
Lunedì08:00–18:30
Martedì08:00–18:30
Mercoledì08:00–18:30
Giovedì08:00–18:30
Venerdì08:00–18:30
Sabato08:00–14:00
DomenicaChiuso
Contatti
+39 081 5638111 as-na@cultura.gov.it
Biglietti
Costo non disponibile — verifica sul sito ufficiale.

Il museo

Il Codice di Santa Marta è un manoscritto miniato conservato all'Archivio di Stato di Napoli, in Piazzetta del Grande Archivio 5. Si tratta di una raccolta di stemmi di re, regine e nobili iscritti tra il 1400 e il 1600 al Collegium Disciplinatorum Sanctae Marthae, confraternita che aveva sede nell'omonima chiesa nel centro antico della città, vicino al complesso di Santa Chiara. Il codice è rilegato su fogli di pergamena miniati con gli stemmi degli illustri membri: dagli ultimi sovrani angioini a quelli aragonesi, dai viceré spagnoli ai rappresentanti delle principali famiglie del Regno. Si apre con l'immagine di Santa Marta vestita d'azzurro con mantello rosso, accompagnata dalla Tarasca, il mostro da lei sconfitto. Sopravvissuto all'incendio e al saccheggio del 1647 che distrussero la chiesa, il Codice fu descritto a metà Seicento da Giulio Biondo in un manoscritto anch'esso conservato presso la biblioteca dell'Archivio. Dopo la soppressione della Confraternita nel 1742, se ne persero le tracce per quasi un secolo, finché nel 1848 l'Archivio lo acquistò dal libraio Raffaele Barone per sessanta ducati. Dal punto di vista artistico, la critica ha attribuito a Leonardo da Besozzo lo stemma di Renato d'Angiò e a Jean Fouquet quello di Alfonso d'Aragona. Gli stemmi di Giovanni d'Aragona, dei Sanseverino e di Pirro del Balzo sono invece attribuiti a Cola Rabicano, con evidente influsso dell'arte fiorentina diffusasi a Napoli intorno al 1470. Il Codice è stato restaurato nel 2001 dal Centro di Fotoriproduzione, Legatoria e Restauro degli Archivi di Stato.

Cosa vedere dentro

Stemmi miniati di sovrani angioini e aragonesi

Stemma di Renato d'Angiò attribuito a Leonardo da Besozzo

Stemma di Alfonso d'Aragona attribuito a Jean Fouquet

Stemmi attribuiti a Cola Rabicano con influsso fiorentino

Immagine miniata di Santa Marta con la Tarasca

Manoscritto di Giulio Biondo (metà XVII secolo) conservato nella biblioteca dell'Archivio

Info per la visita

L'Archivio di Stato di Napoli è aperto dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 18:30 e il sabato dalle 08:00 alle 14:00. Per informazioni aggiornate su modalità di accesso al Codice e agli altri fondi, si consiglia di contattare la sede al numero +39 081 5638111 o via email a as-na@cultura.gov.it, oppure di consultare il sito ufficiale www.archiviodistatonapoli.it.

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Domande frequenti

Cos'è il Codice di Santa Marta?

È una raccolta di stemmi araldici miniati su pergamena, appartenuti a sovrani e nobili iscritti tra il 1400 e il 1600 al Collegium Disciplinatorum Sanctae Marthae, una confraternita napoletana. È conservato all'Archivio di Stato di Napoli.

Dove si trova l'Archivio di Stato di Napoli?

In Piazzetta del Grande Archivio 5, 80138 Napoli, nel centro storico della città.

Quali sono gli orari di apertura?

Dal lunedì al venerdì dalle 08:00 alle 18:30; il sabato dalle 08:00 alle 14:00. Si consiglia di verificare eventuali variazioni sul sito ufficiale www.archiviodistatonapoli.it.

Quanto costa l'ingresso?

Le informazioni sui costi non sono disponibili nella nostra scheda. Si consiglia di contattare direttamente l'Archivio al +39 081 5638111 o consultare il sito ufficiale.

Il Codice è stato restaurato?

Sì, nel 2001 a cura del Centro di Fotoriproduzione, Legatoria e Restauro degli Archivi di Stato. L'intervento ha rimosso un'indorsatura ottocentesca, eliminato carte di protezione incollate e trattato le ondulazioni della pergamena, conservando i fogli miniati sciolti in appositi passe-partout.