Archivio Bergamo · Bergamo (Lombardia)

Archivio di Stato di Bergamo

L'Archivio di Stato di Bergamo conserva documentazione storica della provincia di Bergamo dall'anno 1229 al XX secolo, con fondi notarili, catasti, archivi nobiliari e d'impresa. L'accesso è gratuito.

Archivio di Stato di Bergamo

Dati pratici

Indirizzo

via Fratelli Bronzetti, 26, 24124 Bergamo

↗ Apri su Google Maps
Orari
Aperto ora
Lunedì08:30–14:00
Martedì08:30–17:00
Mercoledì08:30–14:00
Giovedì08:30–17:00
Venerdì08:30–14:00
SabatoChiuso
DomenicaChiuso
Contatti
+39 035233131 as-bg@cultura.gov.it
Biglietti
Ingresso gratuito

Il museo

L'Archivio di Stato di Bergamo ha sede in via Fratelli Bronzetti 26 ed è l'istituto statale deputato alla conservazione del patrimonio documentale della provincia di Bergamo. Istituito nel 1959 come Sezione di Archivio di Stato e divenuto autonomo con il DPR n. 1409 del 1963, ha attraversato diverse sedi prima di stabilirsi nell'attuale edificio dal 2009. Il patrimonio copre un arco cronologico che va dal 1229 al XX secolo e riflette la storia delle istituzioni, del territorio e della vita sociale ed economica bergamasca. Tra i nuclei documentali di maggiore rilievo si trovano l'Archivio notarile, con atti a partire dal 1242 e pergamene dal 1229, e i catasti storici che vanno dall'estimo veneto del XVII secolo al catasto terreni novecentesco. Sono conservati inoltre gli archivi delle magistrature preunitarie — tra cui l'Amministrazione e la Prefettura del Dipartimento del Serio e la I. R. Delegazione provinciale — e degli uffici periferici postunitari come la Prefettura e il Genio civile. Di particolare interesse sono gli archivi privati: il fondo della ditta Marc'Antonio Bonduri (commercio laniero, XVII sec.), quelli delle famiglie nobili Martinengo Colleoni e Secco d'Aragona, e le carte del critico d'arte e cinematografico Nino Zucchelli. In deposito figurano anche gli archivi storici della Camera di commercio, dell'Azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII, degli Istituti educativi di Bergamo — che includono documentazione dei soppressi conventi di S. Agostino, S. Francesco e S. Bartolomeo — della Congregazione della Misericordia maggiore e l'archivio iconografico dell'Istituto italiano d'Arti grafiche.

Cosa vedere dentro

Archivio notarile con atti dal 1242 e pergamene dal 1229

Catasti storici dall'estimo veneto del XVII secolo al catasto terreni novecentesco

Archivi delle magistrature preunitarie (Dipartimento del Serio, I. R. Delegazione provinciale)

Archivi postunitari di Prefettura e Genio civile

Fondi di famiglie nobili: Martinengo Colleoni e Secco d'Aragona

Fondo Marc'Antonio Bonduri (ditta laniera, XVII sec.)

Carte Nino Zucchelli, critico d'arte e cinematografico

Archivi storici della Camera di commercio e degli Istituti educativi di Bergamo

Archivio iconografico dell'Istituto italiano d'Arti grafiche

Info per la visita

L'accesso è gratuito. Orari di apertura: lunedì, mercoledì e venerdì 08:30–14:00; martedì e giovedì 08:30–17:00. Sede: via Fratelli Bronzetti 26, Bergamo. Per informazioni contattare il numero +39 035233131 o scrivere a as-bg@cultura.gov.it. Sito ufficiale: asbergamo.cultura.gov.it

Altri musei a Bergamo

Domande frequenti

L'accesso all'Archivio di Stato di Bergamo è a pagamento?

No, l'accesso è completamente gratuito.

Quali sono gli orari di apertura?

L'Archivio è aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle 08:30 alle 14:00, e martedì e giovedì dalle 08:30 alle 17:00.

Quali sono i documenti più antichi conservati?

Le pergamene più antiche risalgono al 1229, mentre gli atti notarili partono dal 1242.

È possibile consultare archivi di famiglie storiche bergamasche?

Sì, l'Archivio conserva i fondi di importanti casate nobiliari del territorio come i Martinengo Colleoni e i Secco d'Aragona, oltre ad archivi di impresa come quello della ditta laniera Marc'Antonio Bonduri.

Come si accede alle sale di consultazione?

Per informazioni sulle modalità di accesso e consultazione si consiglia di contattare direttamente l'istituto al numero +39 035233131, via email a as-bg@cultura.gov.it o consultare il sito ufficiale asbergamo.cultura.gov.it.