Archivio di Stato di Avellino
L'Archivio di Stato di Avellino conserva circa 65.000 buste di documentazione storica dal 1423 al 1960, ospitate nell'ex carcere borbonico progettato da Giuliano De Fazio.
Dati pratici
Via G. Verdi, 15/17, 83100 Avellino
↗ Apri su Google MapsIl museo
L'Archivio di Stato di Avellino ha sede in Via G. Verdi 15/17, all'interno del complesso monumentale dell'ex carcere borbonico, progettato dall'architetto Giuliano De Fazio e completato dopo l'Unità d'Italia. L'istituto occupa il padiglione un tempo destinato alla detenzione femminile, costruito nel 1832 e oggetto di importanti lavori di restauro; vi si è trasferito nell'agosto 2007. La sua storia risale alla legge del 12 novembre 1818, emanata nel Regno delle Due Sicilie, anche se i primi versamenti documentari avvennero solo nel 1820. Nel corso del tempo l'istituto ha cambiato denominazione più volte — da Archivio provinciale di Stato a Sezione di Archivio di Stato — fino ad assumere la denominazione attuale con il d.p.r. del 30 settembre 1963. Il patrimonio documentario ammonta a circa 65.000 buste e copre un arco cronologico che va dal 1423 al 1960, articolato per periodi storici: Antichi regimi, periodo napoleonico, Restaurazione borbonica, Unità d'Italia e Repubblica. Tra i fondi principali figurano la Regia Udienza provinciale di Montefusco, la Gran Corte Criminale, l'Intendenza e la Prefettura, gli archivi notarili (1494–1899), lo Stato civile, le Corporazioni religiose e gli archivi di famiglie come Mazas, Grassi, Grimaldi e Sanseverini. Di particolare interesse storico sono le pergamene degli enti religiosi soppressi (1423–1882) e una miscellanea di bolle ecclesiastiche e privilegi di epoca aragonese e del vicereame spagnolo. La documentazione riguarda anche territori oggi compresi nelle province di Benevento e Foggia, riflesso dei confini storici del Principato Ulteriore.
Cosa vedere dentro
Fondi degli Antichi regimi (1423–1814)
Archivio notarile (1494–1899)
Pergamene degli enti religiosi soppressi (1423–1882)
Miscellanea di bolle ecclesiastiche e privilegi aragonesi e spagnoli (1454–1757)
Fondi di famiglie e persone (Mazas, Grassi, Grimaldi, Sanseverini e altri)
Catasti e atti demaniali dei Comuni
Sede storica nell'ex carcere borbonico di Giuliano De Fazio
Info per la visita
Aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08:00 alle 19:00. L'accesso è gratuito. Indirizzo: Via G. Verdi 15/17, 83100 Avellino. Tel.: +39 0825.779111 — Email: as-av@cultura.gov.it — Sito: http://asavellino.cultura.gov.it
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Domande frequenti
Qual è l'arco cronologico dei documenti conservati?
Le buste conservate coprono un periodo che va dal 1423 al 1960, suddiviso in cinque grandi sezioni storiche: Antichi regimi, periodo napoleonico, Restaurazione borbonica, Unità d'Italia e Repubblica.
L'accesso è a pagamento?
No, la visita e la consultazione sono gratuite.
Dove si trova la sede dell'Archivio?
Dal 2007 l'Archivio ha sede nel complesso dell'ex carcere borbonico, in Via G. Verdi 15/17 ad Avellino, nel padiglione costruito nel 1832 per la detenzione femminile.
I documenti riguardano solo l'attuale provincia di Avellino?
Non esclusivamente: poiché la storica provincia del Principato Ulteriore comprendeva anche territori oggi appartenenti alle province di Benevento e Foggia, nell'Archivio si trovano documenti relativi a quelle aree. Per la documentazione su Avellino è utile consultare anche i fondi dell'Archivio di Stato di Napoli.
Esistono strumenti di ricerca per orientarsi nei fondi?
Sì, l'Archivio dispone di guide, repertori, inventari sommari e analitici, indici, regesti, trascrizioni e una banca dati informatica, predisposti dagli archivisti di Stato.