Area archeologica Rocchetta a Volturno · Isernia (Molise)

Abbazia di San Vincenzo al Volturno

Area archeologica dell'abbazia benedettina di San Vincenzo al Volturno, nella Piana di Rocchetta in Molise: uno dei complessi monastici medievali più significativi dell'Italia centro-meridionale, con una storia documentata dall'VIII al XV secolo.

A Area archeologica

Dati pratici

Indirizzo

Rocchetta Alta, 86070 Rocchetta a Volturno

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Orari
Aperto ora
Lunedì09:00–14:00
Martedì09:00–14:00
Mercoledì09:00–14:00
Giovedì09:00–14:00
Venerdì09:00–14:00
Sabato09:00–14:00
Domenica09:00–14:00
Biglietti
Costo non disponibile — verifica sul sito ufficiale.

Il museo

L'abbazia benedettina di San Vincenzo al Volturno sorge a circa due chilometri dalle sorgenti del fiume omonimo, nella fertile Piana di Rocchetta, nel comune di Rocchetta a Volturno (IS), protetta a ovest dalle catene delle Mainarde e della Meta e a sud dal massiccio del Matese. La sua storia è ricostruibile grazie al Chronicon Vulturnense, un codice miniato compilato nel 1130 dal monaco Giovanni attingendo a fonti interne dell'VIII-XI secolo. Secondo il Chronicon, la fondazione risale all'inizio dell'VIII secolo per opera di tre nobili beneventani — Paldo, Taso e Tato — in cerca di un luogo adatto alla vita ascetica. L'area aveva già una frequentazione tardoromana, testimoniata da resti di una chiesa e di un'area sepolcrale del V-VI secolo d.C. Nel 787 Carlo Magno pose il monastero sotto la propria protezione diretta, concedendo esenzioni fiscali e giudiziarie e il diritto della comunità di eleggere autonomamente il proprio abate. La posizione di confine tra il principato longobardo di Benevento e i territori franchi conferì all'abbazia un ruolo strategico di primo piano. Nell'881 un attacco saraceno incendiò gravemente il cenobio, costringendo i monaci superstiti a rifugiarsi presso i principi longobardi di Capua. La ricostruzione avvenne solo a fine X secolo grazie al sostegno degli imperatori Ottone II e Ottone III. Tra XI e XII secolo il cenobio fu trasferito sulla riva destra del Volturno (il cosiddetto San Vincenzo Nuovo), mentre tra XIII e XV secolo iniziò la progressiva decadenza. Nel 1699 le proprietà — estese tra Molise, Abruzzo, Lazio, Campania, Basilicata e Puglia — passarono sotto la giurisdizione dell'Abbazia di Montecassino per volere dell'ultimo abate Innico Caracciolo.

Cosa vedere dentro

Resti dell'abbazia benedettina medievale

Area sepolcrale e resti di chiesa tardoromana (V-VI secolo d.C.)

Complesso del cosiddetto San Vincenzo Nuovo (riva destra del Volturno)

Piana di Rocchetta con il contesto paesaggistico delle Mainarde e del Matese

Info per la visita

L'area è aperta tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, con orario 09:00–14:00. Per informazioni aggiornate su biglietti, eventuali variazioni di orario e modalità di accesso, si consiglia di contattare direttamente la sede (tel. 0865955246, email sba-mol@cultura.gov.it) o consultare il sito ufficiale.

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Domande frequenti

Dove si trova l'abbazia di San Vincenzo al Volturno?

Si trova a Rocchetta Alta, nel comune di Rocchetta a Volturno (IS), in Molise, a circa due chilometri dalle sorgenti del fiume Volturno, nella Piana di Rocchetta.

Quando è aperta al pubblico?

L'area è aperta tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 09:00 alle 14:00. Si consiglia di verificare eventuali variazioni sul sito ufficiale o contattando la sede.

Quanto costa il biglietto?

I dati sulla biglietteria non sono disponibili nella nostra scheda. Contatta la sede al numero 0865955246 o scrivi a sba-mol@cultura.gov.it per informazioni aggiornate.

Chi ha fondato il monastero e quando?

Secondo il Chronicon Vulturnense, il monastero fu fondato all'inizio dell'VIII secolo da tre nobili beneventani: Paldo, Taso e Tato, che cercavano un luogo per dedicarsi alla vita ascetica.

Cos'è il Chronicon Vulturnense?

È un codice miniato redatto nel 1130 dal monaco Giovanni, che ricostruì la storia del monastero utilizzando fonti interne risalenti all'VIII-XI secolo. È la principale fonte documentaria sulle vicende dell'abbazia.